Piano di gestione SIC e ZPS: un’opportunità di tutela e sviluppo

Si è svolta venerdì l’assemblea pubblica per l’aggiornamento dei Piani di Gestione del SIC – Sito interesse comunitario “Arcipelago La Maddalena” e la redazione del Piano di Gestione della ZPS – Zona protezione speciale, ricadenti all’interno del perimetro del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Nel corso dell’incontro convocato presso lo spazio polivalente “Ex magazzini Ilva” a Cala Gavetta è stata presentata dai tecnici della Criteria Srl (società di consulenza incaricata dall’Ente Parco per la redazione dei documenti tecnici) la bozza di Piano. Così come previsto dalla procedura VAS – Valutazione ambientale strategica, il momento di confronto con le comunità locali operanti all’interno del SIC e della ZPS è una fase fondamentale nel percorso di redazione dei documenti di pianificazione utile a raccogliere perplessità e punti di vista provenienti dalla popolazione.

Durante la discussione sono stati superati i fraintendimenti e i dubbi posti dalla cittadinanza legati alla confusione tra lo strumento “Piano del Parco” inviato dall’Ente Parco alla Regione Sardegna per l’avvio dell’ultima fase del procedimento di adozione e i “Piani di gestione” dei SIC e della ZPS, ulteriori strumenti di programmazione che riguardano però lo specifico della tutela degli habitat naturalistici individuati all’interno del perimetro del Parco Nazionale.  I Piani di gestione del SIC e della ZPS non devono essere confusi con il “Piano del Parco”: i tecnici della Criteria Srl nel replicare alle obbiezioni e agli interrogativi hanno presentato alla comunità l’importante occasione rappresentata dagli strumenti di programmazione e di tutela di habitat specifici anche in chiave di sviluppo socio economico poiché solo in presenza di suddetti strumenti si può accedere ai finanziamenti che l’Unione Europea mette a disposizione proprio per conseguire gli obiettivi di tutela degli habitat. Deve essere chiaro, infatti, che il Piano di gestione è uno strumento attraverso il quale, più che dire “cosa non si può fare”, si danno indicazioni sul “come” poterle fare compatibilmente all’obiettivo di salvaguardia degli habitat di importanza comunitari .

«Occorre fare chiarezza e non alimentare la confusione rispetto a questi diversi documenti di programmazione e gestione del territorio – ha spiegato il Presidente Giuseppe Bonanno – le assemblee pubbliche che coinvolgono e interrogano direttamente la comunità locale, servono anche per sgombrare il campo da inutili polemiche e confusioni tra i vari strumenti di gestione del territorio che obbligatoriamente l’Ente Parco è chiamato a elaborare, Il Piano di gestione è una straordinaria opportunità per raggiunger un duplice obiettivo: conservare l’ambiente secondo gli obiettivi imposti dall’Unione Europea e dare strumenti affinché si individuino strategie che permettano di realizzare le attività umane senza perdere biodiversità. Il confronto col pubblico è importantissimo ed è la strada che seguiremo anche col Piano per il Parco, non appena la Regione Sardegna pubblicherà la proposta già adottata dall’Ente Parco».

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