Armi chimiche a Santo Stefano, l’Ente Parco scrive al Ministro dell’ambiente Andrea Orlando e al Commissario europeo Janez Potočnik

Dopo aver già inviato, negli ultimi giorni del 2013, una prima lettera – rimasta per il momento senza risposta – ai Ministri degli esteri e della difesa, il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno ha scritto una nuova lettera, indirizzata anche al Ministro dell’ambiente Andrea Orlando e al Commissario per l’ambiente dell’Unione europea, Janez Potočnik, illustrando le motivazioni, anche di carattere normativo, per le quali un’operazione come quella che prevedrebbe lo stoccaggio di armi chimiche provenienti dalla Siria all’interno dei confini di un Parco Nazionale sarebbe totalmente inopportuna. La notizia, divulgata dalle principali testate giornalistiche nazionali e regionali, sta mobilitando tutta l’isola di La Maddalena, facendo crescere non solo l’apprensione all’interno della comunità locale, ma anche la preoccupazione dell’Ente Parco, che ha voluto esprimere nuovamente la sua più ferma contrarietà in merito alla possibilità che l’isola di Santo Stefano venga utilizzata per simili scopi. Nella sua nota il Presidente Bonanno insiste sui forti rischi relativi al transito a mare di mezzi contenenti materiali potenzialmente pericolosi per le specificità ambientali e naturalistiche dell’Arcipelago. L’area marina prospiciente l’isola di Santo Stefano – è scritto nel documento, spedito anche al Ministro della difesa Mario Mauro, al Ministro per gli affari esteri Emma Bonino, al Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e alla Direzione regionale dell’Ambiente SAVI – è identificata nella zonizzazione del Parco come area MB e, come previsto dal Decreto istitutivo dell’Ente che richiama l’art.19, comma 3 della Legge 394/1991, nelle aree MB “sono vietate le attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dell’ambiente oggetto della protezione e le finalità istitutive dell’area naturale marina protetta”. Inoltre, tutta l’area dell’isola di Santo Stefano e l’area marina confinante è ricompresa all’interno del Sito di importanza comunitaria e Zona a protezione speciale ITB010008 “Arcipelago La Maddalena”, per il quale la quale gli Stati membri sono tenuti ad attuare “speciali misure di conservazione e promozione con la connessa attività di sorveglianza e tutela delle specie animali e vegetali protette”. L’area marina del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ricade anche all’interno del Santuario dei Cetacei (Legge n. 391 del 11 Ottobre 2001), incluso nella lista delle “Aree specialmente protette di importanza mediterranea” ai sensi del protocollo sottoscritto dalla Convenzione di Barcellona per la protezione delle aree specialmente protette e della diversità biologica del Mediterraneo. Nella missiva viene anche riportato che, ai sensi del Decreto 2 marzo 2012 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (“Disposizioni generali per limitare o vietare il transito delle navi mercantili per la protezione di aree sensibili nel mare territoriale”), “nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi mercantili adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda”. Il Presidente dell’Ente Parco ha infine voluto ricordare che proprio sulla spinta di una maggiore sensibilità, anche a livello internazionale, sul tema della necessità di misure più rigorose per la tutela ambientale delle Bocche di Bonifacio, il 15 luglio 2011 l’IMO (Organizzazione marittima internazionale), con risoluzione MEPC.204(62)32, ha deciso di inserire le Bocche di Bonifacio nella lista delle Aree marine particolarmente sensibili (AMPS). «Vi sono evidenti e palesi motivazioni di carattere normativo, procedimentale e di opportunità – conclude il Presidente Bonanno – che consigliano una bocciatura di questa iniziativa e che non possono essere ignorate. Spesso, d’altronde, per iniziative ben più ridotte e foriere di minori rischi ambientali, vengono respinti progetti e interventi sul territorio. A garanzia della credibilità delle istituzioni e delle norme di tutela ambientale l’Arcipelago non può essere considerato un sito idoneo allo stoccaggio di tali materiali. L’Ente Parco sarà perciò al fianco della comunità maddalenina e di qualsiasi mobilitazione per impedire che venga portata a termine questa operazione».

One Response to Armi chimiche a Santo Stefano, l’Ente Parco scrive al Ministro dell’ambiente Andrea Orlando e al Commissario europeo Janez Potočnik

  1. franco scrive:

    Bravo masciu !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connect with Facebook