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Commissariamento del Parco: l’interrogazione di parte del PD è frutto di informazioni inesatte e fuorvianti

Visto che la stampa, qualche volta se ne “dimentica” un pezzo, pubblico la versione integrale del comunicato stampa che specifica meglio a chi mi riferisco nel mio intervento….

«Commissariamento del Parco: l’interrogazione di parte del PD è frutto di informazioni inesatte e fuorvianti »

Il Presidente del Parco Bonanno: «La realtà dei fatti è completamente diversa rispetto a quella presentata nell’interrogazione».

 

L’interrogazione presentata il 22 aprile scorso da alcuni parlamentari del PD è un “profluvio di inesattezze e di contorsioni della realtà oggettiva” (queste sono le parole dei tre più noti corrispondenti locali per quotidiani e agenzie di stampa, che meglio di altri sono informati sulla situazione economica e sociale dell’isola di La Maddalena). «Per l’ennesima volta da quando svolgo il mio ruolo di commissario e presidente del Parco sono state fornite, a coloro che hanno presentato l’interrogazione, informazioni inesatte e fuorvianti, che peraltro sono state già chiarite o smentite in svariate occasioni, anche nel recente passato, mentre altre sono addirittura contraddittorie o illogiche – spiega Giuseppe Bonanno-. È sorprendente, ad esempio, che si attribuisca alla responsabilità del Presidente del Parco lo stato dei rapporti tra l’Ente Parco e l’amministrazione comunale, omettendo di ricordare, piuttosto, che il Comune di La Maddalena, nel 2007, ha addirittura disconosciuto l’istituzione del Parco, a testimonianza dell’assenza di volontà di dialogo che, nonostante un contrario atteggiamento di massima apertura da parte del Presidente del Parco, si è perpetrata fino ad oggi, e non hai mai voluto esercitare il suo ruolo di protagonista all’interno della Comunità del Parco, ovvero l’organo tramite il quale le istituzioni locali svolgono le loro funzioni all’interno del Parco: sin dal lontano 2007, infatti, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte del Presidente del Parco, la Comunità del Parco – di cui in passato il Sindaco di La Maddalena è sempre stato Presidente – non è più tornata a riunirsi se non, in un paio di occasioni, su questione di “nomine”, dimenticando di esprimere il proprio parere obbligatorio su questioni vitali come i documenti di programmazione finanziaria e proprio il Piano per il Parco.
Purtroppo, questo spirito di disinformazione, di cui sono vittime gli stessi firmatari dell’interrogazione parlamentare, si riversa in tutto il testo. L’equivoco verso il quale sono stati indotti i succitati Onorevoli, palesa interessi locali, oltretutto malcelati, sulla poltrona di Presidente del Parco, sprecando, invece, l’opportunità per chiedere a gran voce l’intervento parlamentare per fare luce su ben altri temi che da anni attanagliano l’isola di La Maddalena, come sarebbe giusto fare. Sono molteplici i “delitti” perpetuati sul nostro territorio ed è del tutto superfluo citare il caso più noto: il mancato svolgimento del G8 e il gravissimo stato di degrado e abbandono in cui versano le strutture realizzate. Tempo sottratto anche ad una attenta analisi delle problematiche che affliggono il sistema dei parchi nazionali, stretto tra burocrazia e carenze economiche, che finiscono per rendere, a volte, quasi pachidermico il loro agire.
Per le responsabilità altrui, e più precisamente della politica locale, sotto accusa finisce nuovamente il sottoscritto, che in questi anni ha tentato di garantire il corretto funzionamento dell’Ente, raggiungendo obiettivi che sono stati presentati pubblicamente in svariate occasioni e che in molte situazioni, anche in passato, sono stati puntualmente rendicontati al Ministero dell’ambiente in occasione di altre interrogazioni parlamentari o di informative che sono state richieste e dettagliatamente fornite.»

Vent’anni di Parco Nazionale in mostra a Roma

Sarà inaugurata oggi, presso la sala URP del Corpo Forestale dello Stato a Roma, la mostra fotografica sul Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena promossa dalla Società Geografica Italiana e dall’Ente Parco, con il sostegno della Fondazione UniVerde. La mostra, dal titolo “Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Vent’anni: così giovane eppure così ricco!”, inaugurata alla vigilia della Giornata Mondiale per la lotta alla Desertificazione e alla Siccità (17 giugno) è stata promossa per unirsi ai festeggiamenti per il ventennale dell’istituzione del Parco e sarà esposta fino al 16 settembre (Giornata Internazionale per la protezione della fascia di Ozono). La rassegna sarà composta da una selezione di scatti che hanno partecipato alle prime quattro edizioni del concorso fotografico-ambientale “Obiettivo Terra” istituito per valorizzare la bellezze dei parchi regionali e nazionali italiani. Dopo il saluto di Nicolò Giordano, Vice Questore Aggiunto Forestale del Corpo Forestale dello Stato, interverrà Simone Bozzato, Segretario Generale della Società Geografica Italiana, Giuseppe Bonanno, Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, Giuseppe Garibaldi, Presidente Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi” a chiudere Fulco Pratesi, Presidente Onorario WWF Italia. «Celebrare con questa mostra a Roma i vent’anni del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è un modo per ricordare a tutto il paese, il percorso di tutela e di educazione ai valori della biodiversità che in questi anni ha visto protagonista l’Arcipelago di La Maddalena – sottolinea il Presidente Giuseppe Bonanno – Ringraziamo la Società Geografica Italiana e la Fondazione Univerde per l’attenzione che hanno dedicato al Parco, costruendo un’occasione importante di visibilità per il nostro territorio: le immagini del nostro territorio faranno bella mostra di se per due mesi in pieno centro di Roma»

Indagini sull’Ente Parco, il Presidente Bonanno esprime piena fiducia nella magistratura

Con riferimento a quanto pubblicato quest’oggi dagli organi di informazione, il Presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Bonanno, intende chiarire quanto segue: «Confermo la mia piena fiducia in coloro che stanno conducendo le indagini. Per quanto riguarda, in particolare, la mia posizione economica, l’ho resa nota pubblicamente: risulto probabilmente, con uno strano senso di orgoglio, il Presidente di parco più povero d’Italia, anche perché ho deciso di dedicare tutto il mio tempo all’Ente e non svolgo altre attività lavorative, diversamente da quanto fanno i legali rappresentanti di altre amministrazioni; di certo non mi sono arricchito, anzi.

Poiché tuttavia non sono stato ancora sentito dai magistrati che conducono l’indagine, contrariamente a ciò che è stato riportato negli articoli di stampa, ribadisco nuovamente la mia disponibilità a collaborare a qualsiasi livello affinché venga compiutamente fatta chiarezza sull’operato dell’Ente Parco, ma voglio comunque ricordare il principio, alla base del nostro ordinamento, di separazione tra le funzioni di indirizzo politico e di gestione. Ad esempio, diversamente da ciò che accade in altre istituzioni, i rimborsi delle missioni effettuate nell’interesse dell’Ente non vengono erogate se non dopo una verifica interna.
Posso capire che le mie posizioni, contrarie a idee speculative e a forme di lottizzazioni inutili e dannose per l’ambiente e l’economia – posizioni che hanno infine trovato sintesi nella bozza del documento di pianificazione del Parco nazionale recentemente approvato e nell’assetto regolamentare che scardina alcuni privilegi – abbiano fatto agitare molti soggetti che forse speravano di poter agire avendo carta bianca, ma trovo grave che per tale ragione qualcuno, nell’ombra, stia conducendo azioni denigratorie a mio carico: è quindi inaccettabile che vi sia una così palese fuga di notizie, peraltro in gran parte inesatte, sul mio conto. Credo infine, a questo punto, che sarebbe utile un chiarimento anche rispetto al tema dei fari di Santa Maria e Razzoli, per i quali fui io stesso, in passato, a sporgere denuncia agli organi competenti, e che tanta attenzione destò, mediaticamente, anche a livello nazionale: un argomento in merito al quale ancora attendo risultanze».

Piano di gestione SIC e ZPS: un’opportunità di tutela e sviluppo

Si è svolta venerdì l’assemblea pubblica per l’aggiornamento dei Piani di Gestione del SIC – Sito interesse comunitario “Arcipelago La Maddalena” e la redazione del Piano di Gestione della ZPS – Zona protezione speciale, ricadenti all’interno del perimetro del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Nel corso dell’incontro convocato presso lo spazio polivalente “Ex magazzini Ilva” a Cala Gavetta è stata presentata dai tecnici della Criteria Srl (società di consulenza incaricata dall’Ente Parco per la redazione dei documenti tecnici) la bozza di Piano. Così come previsto dalla procedura VAS – Valutazione ambientale strategica, il momento di confronto con le comunità locali operanti all’interno del SIC e della ZPS è una fase fondamentale nel percorso di redazione dei documenti di pianificazione utile a raccogliere perplessità e punti di vista provenienti dalla popolazione.

Durante la discussione sono stati superati i fraintendimenti e i dubbi posti dalla cittadinanza legati alla confusione tra lo strumento “Piano del Parco” inviato dall’Ente Parco alla Regione Sardegna per l’avvio dell’ultima fase del procedimento di adozione e i “Piani di gestione” dei SIC e della ZPS, ulteriori strumenti di programmazione che riguardano però lo specifico della tutela degli habitat naturalistici individuati all’interno del perimetro del Parco Nazionale.  I Piani di gestione del SIC e della ZPS non devono essere confusi con il “Piano del Parco”: i tecnici della Criteria Srl nel replicare alle obbiezioni e agli interrogativi hanno presentato alla comunità l’importante occasione rappresentata dagli strumenti di programmazione e di tutela di habitat specifici anche in chiave di sviluppo socio economico poiché solo in presenza di suddetti strumenti si può accedere ai finanziamenti che l’Unione Europea mette a disposizione proprio per conseguire gli obiettivi di tutela degli habitat. Deve essere chiaro, infatti, che il Piano di gestione è uno strumento attraverso il quale, più che dire “cosa non si può fare”, si danno indicazioni sul “come” poterle fare compatibilmente all’obiettivo di salvaguardia degli habitat di importanza comunitari .

«Occorre fare chiarezza e non alimentare la confusione rispetto a questi diversi documenti di programmazione e gestione del territorio – ha spiegato il Presidente Giuseppe Bonanno – le assemblee pubbliche che coinvolgono e interrogano direttamente la comunità locale, servono anche per sgombrare il campo da inutili polemiche e confusioni tra i vari strumenti di gestione del territorio che obbligatoriamente l’Ente Parco è chiamato a elaborare, Il Piano di gestione è una straordinaria opportunità per raggiunger un duplice obiettivo: conservare l’ambiente secondo gli obiettivi imposti dall’Unione Europea e dare strumenti affinché si individuino strategie che permettano di realizzare le attività umane senza perdere biodiversità. Il confronto col pubblico è importantissimo ed è la strada che seguiremo anche col Piano per il Parco, non appena la Regione Sardegna pubblicherà la proposta già adottata dall’Ente Parco».

Il Presidente del Parco interviene sul tema dei precari e sull’incontro pubblico sul Parco

Con riferimento agli articoli di stampa relativi all’incontro svoltosi sui temi del Parco nella giornata di ieri, il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno ritiene doveroso precisare alcune questioni, al fine di evitare infondate polemiche. Per la prima delle due questioni, relativa al personale stagionale, il Presidente ritene utile dare occasione a più persone di accedere a tali posti di lavoro: «Da anni ricevo lamentele sul fatto che la famigerata clausola dei titoli di servizio escludesse, di fatto, l’accesso dall’esterno di maddalenini che continuavano a ritrovarsi ai margini della graduatoria; d’altro canto bisogna puntare su un costante miglioramento delle performance relative a chi accoglie il turista nel nostro Arcipelago e garantire l’adozione di accorgimenti utili a innalzare qualità e sicurezza del servizio di accoglienza.»

“Alla scoperta del santuario dei cetacei”: due giorni di educazione ambientale

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena promuove due giorni di educazione ambientale per i ragazzi delle scuole di La Maddalena e Palau. L’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto “Alla scoperta del Santuario dei cetacei – In viaggio con Goletta Verde per conoscere i mammiferi marini” è promossa dal Parco Nazionale delle Cinque terre, dalla “Goletta verde” di Legambiente e ha il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente. Obiettivo della due giorni di formazione rivolta ai giovani studenti degli Istituti comprensivi di La Maddalena e Palau è quello della scoperta dell’immenso patrimonio ambientale custodito all’interno del “Santuario Pelagos”. Le lezioni, guidate da esperti educatori ambientali, si svolgeranno a partire dalle 9.00 di lunedì 14 aprile all’interno della “Goletta Verde” di Legambiente ormeggiata nel porto di Cala Gavetta.

Il Santuario per i mammiferi marini Pelagos, nato da un accordo internazionale tra Italia, Francia e Principato di Monaco siglato a Roma nel 1999, è la prima area protetta al mondo dedicata alla protezione dei cetacei. Questo tratto di mare ricco di vita si estende per circa 90.000 kmq e in Italia interessa 3 regioni (Liguria, Toscana e Sardegna), 5 parchi nazionali (Cinque Terre, Arcipelago toscano, Arcipelago di La Maddalena e Asinara) e numerosi parchi regionali. L’intera area è costituita da fondali profondi e da correnti ascendenti che facilitano la formazione di grandi banchi di plancton, la cui concentrazione è massima da gennaio a luglio garantendo condizioni ideali per l’alimentazione dei cetacei. Balenottere comuni, stenelle, capodogli, globicefali, grampi, tursiopi, zifi, delfini comuni e, con presenze più occasionali, di balenottere minori, steni, orche e pseudorche, costituiscono un ecosistema pelagico di grande ricchezza.

«Offrire occasioni ai giovani studenti dell’Arcipelago per conoscere e approfondire l’immenso patrimonio ambientale presente all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena e in particolare del tratto di mare ricadente all’interno del “Santuario Pelagos” è una delle attività che qualificano la presenza del Parco all’interno della comunità di La Maddalena – spiega il Presidente Giuseppe Bonanno – Solo a partire dalla conoscenza e dalla consapevolezza dell’immenso valore del patrimonio ambientale che ci circonda è possibile costruire sviluppo duraturo che passa anche attraverso momenti di valorizzazione di questa risorsa che costituisce ormai in tutto il mondo un vero e proprio attrattore. Garantire momenti di studio e approfondimento a questi ragazzi significa costruire più consapevolezza critica rispetto a temi improrogabili che fanno parte dell’agenda della nostra comunità».

«La possibilità di presentare ai ragazzi delle scuole dell’Arcipelago le risorse ambientali presenti all’interno del “Santuario dei cetacei” offre l’occasione per mostrare l’attività che diverse realtà Parco svolgono in tutta l’area del Mediterraneo – sottolinea il Direttore Ciro Pignatelli – Partner del “Santuario Pelagos” sono infatti il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il Parco Nazionale dell’Asinara, l’Area Marina protetta di Portofino e quella dell’Isola di Bargeggi e altri soggetti che sono quotidianamente impegnati affinché quest’importante tratto di mare venga tutelato»

Piano per il Parco: adottata la proposta, al via l’iter per la sua approvazione

La complessa procedura prevista dalla Legge quadro sulle aree protette, che si avvia con l’adozione della proposta di piano, prevede un ampio coinvolgimento degli enti locali, in particolare Regione e Comune oltre che dei comuni cittadini e delle associazioni. Il Piano per il Parco disciplina l’organizzazione generale dell’area protetta, individuando aree a maggiore e minore tutela sulla base delle esigenze di protezione dei valori naturali espressi dal territorio, definendo destinazioni di uso e dando indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sulla tutela dell’ambiente in generale.

È stata approvata, con Deliberazione del Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno, la proposta di Piano per il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena; a partire da questo momento, ai sensi dell’art. 12 della Legge 394, prende il via la seconda fase per il più importante documento di programmazione per la tutela dei valori naturali e ambientali del territorio compresi all’interno della perimetrazione dell’area protetta.

La proposta di Piano per il Parco dovrà essere adottata dalla Regione Sardegna entro novanta giorni dal suo inoltro dal parte dell’Ente Parco, mentre successivamente sarà depositato per altri quaranta giorni presso le sedi del Comune di La Maddalena e della Regione, affinché chiunque possa prenderne visione ed estrarne copia e potrà presentare osservazioni scritte, sulle quali l’Ente Parco dovrà esprimere il proprio parere entro trenta giorni. Infine la Regione si pronuncerà sulle osservazioni presentate, e d’intesa con l’Ente Parco – oltre che col Comune di La Maddalena per le aree urbanizzate e di promozione economica e sociale – emanerà il provvedimento d’approvazione.

Se l’iter avviato dall’Ente Parco si prefigura come assai laborioso, il risultato raggiunto, grazie ad un lungo lavoro d’indagine e approfondimento scientifico relativo alle esigenze di salvaguardia delle specificità ambientali presenti nell’Arcipelago, può invece definirsi storico.

Il Piano per il Parco suddivide il territorio in base al diverso grado di protezione, oltre che l’individuazione di riserve integrali, riserve generali orientate, e aree di protezione, zone “cuscinetto” in alcune delle quali, in armonia con le finalità istitutive ed in conformità ai criteri generali di tutela ambientale, possono essere promosse attività agricole, individua anche aree di promozione economica e sociale, ossia le aree più intensamente antropizzate del Parco e quelle interessate da previsioni di interventi per lo sviluppo sociale ed economico.

Caso unico in Italia, il Parco Nazionale della Maddalena ha scelto di redigere Piano e Regolamento come strumenti unitari nelle loro componenti terrestre e marine, proponendo una soluzione innovativa per il Piano e una meditata, ma inedita ripartizione del Regolamento, articolato in: Disciplina generale e comune (alle estensioni terrestre e marina); Disciplina per l’estensione a terra; Disciplina per l’estensione a mare.

«Ci siamo riusciti – commenta con orgoglio il Presidente Giuseppe Bonanno. – C’è voluto tempo ma ci siamo riusciti! Il Piano per il Parco, seppure sia uno strumento che a livello normativo può certamente essere migliorato e aggiornato anche sulla base di un approccio più sensibile alle dinamiche degli habitat naturali, rappresenta in ogni caso il documento principe di programmazione e gestione per qualsiasi area protetta. Abbiamo introdotto un sistema articolato di strumenti attuativi che si basano sul principio della gestione adattativa, ossia strumenti che grazie all’osservazione attenta dell’ambiente potranno essere adottati provvedimenti conseguenti senza dover, magari come capitato in passato, dover adottare provvedimenti impattanti quali la chiusura di aree sensibili. La parola adesso passa agli altri Enti locali competenti, e nei prossimi mesi anche ai cittadini potranno attivamente produrre proprie osservazioni. Celebriamo il ventennale dell’istituzione del Parco Nazionale, restituendo il senso profondo della sua esistenza con una programmazione della gestione del territorio che abbia come riferimento vincolante la tutela dei valori ambientali e delle specificità locali espresse dall’Arcipelago».

Il Piano: alcune informazioni

I) L’agricoltura e la pastorizia sono alla base del popolamento corso dell’Arcipelago di cui si ha notizia ben prima dello sviluppo dei presidi militari seguiti allo sbarco della marina sabauda alla fine del ‘700. L’agricoltura ha avuto sviluppo nel corso del ‘800, ed è parte dell’illuminato progetto di sviluppo per l’Arcipelago ideato e sperimentato in parte, da Giuseppe Garibaldi.  Una calibrata reintroduzione di forme di agricoltura in aree specificamente vocate e valutate come idonee deve essere considerata come componente delle strategie complessiva di valorizzazione territoriale e sviluppo dell’Arcipelago: una strategia che reintroduce forme di produzione con valore esemplificativo, insieme didattico e produttivo, che opera per offrire ai fruitori dell’area Parco scorci di passato proiettati verso il futuro. L’affinamento delle tecniche produttive e la realizzazione di colture mirate e sapientemente scelte, sia per tipologia, sia per sistemi di conduzione orientati all’agricoltura biologica, sapranno reinterpretare in maniera innovativa il passato dell’Arcipelago e offrire occasioni di vera destagionalizzazione.  La realizzazione di patti territoriali con produttori esterni all’area del Parco Nazionale, finalizzati alle produzioni di qualità, potranno realizzare una rete di attività che, diversamente da ciò̀ che accade solitamente, siano in grado di influenzare in maniera positiva l’area limitrofa al Parco favorendo la creazione di un sistema territoriale.

II) Per ovviare al carattere “statico” della pianificazione, tipica del modello di gestione classico dei parchi nazionali, costruito sulla zonizzazione, il Piano del Parco di La Maddalena, attraverso il monitoraggio ambientale, e nello specifico grazie al Piano di Utilizzo e Monitoraggio Ambientale (PUMA), individuerà ambiti territoriali di azione specifici, denominati Punti di Osservazione Ecologici (POE), nei quali calibrare interventi e adottare provvedimenti al fine di “assecondare” le esigenze dell’ambiente; l’istituzione dei POE, sia a terra che a mare, avrà l’obiettivo di monitorare situazione puntuali e di particolare valore ecologico e ambientale quali, ad esempio, l’insorgenza di fenomeni degenerativi a carico della flora (fitopatie), lo sviluppo di situazioni di alto valore ecologico (nuove colonie e/o propagazione di particolari specie endemiche della flora dell’Arcipelago), etc.  Nei POE, istituiti con ordinanza e opportunamente indicati, ove possibile, con segnalamenti fisici, e comunque con pubblicazione digitale all’albo dell’Ente e sui suoi strumenti di comunicazione, potrà essere regolamentato l’accesso anche in modo più̀ restrittivo.

III) Un elemento innovativo del Piano per il Parco è costituito dall’adozione di un Piano di fruizione degli habitat costieri e degli specchi acquei; l’innovazione risponde alla caratteristica, peculiare del Piano del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, di essere un parco nazionale che comprende estensioni terrestri e marine, e alla necessità di una visione e strategia di gestione unitaria dei complessi costituiti dai lidi e dagli specchi acquei antistanti, ambienti tra i più̀ attrattivi del parco, e oggetto per questo di una pressione eccessiva che origina in parte da terra e in parte dal mare. Il Piano, che ha carattere attuativo, avrà il compito di elaborare schede di gestione delle porzioni di territorio che includono le parti terrestri e marine degli arenili di maggior interesse conservazionistico, paesaggistico e di maggior frequentazione turistica.

IV) Importanti novità anche all’interno del nuovo regolamento del Parco che, raccogliendo le esigenze di valorizzazione del nucleo urbano principale dell’Arcipelago anche in chiave di rilancio dell’economia turistica impone due distinti turni nel sistema di fruizione delle isole imponendo una sosta obbligatorio durante le ore di pranzo all’interno del centro abitato di La Maddalena. Sull’esempio offerto dalla regolamentazione proposta dai colleghi corsi, in particolare a Bonifacio, questa strategia di distribuzione e di fruizione del patrimonio ambientale dell’Arcipelago si inserisce anche in un ottica di rilancio economico degli operatori maddalenini.

V) Una ridefinizione della zonizzazione con l’introduzione di poche ma ben caratterizzate tipologie di area e l’introduzione di aree intermedie tra quelle a riserva integrale e quelle a riserva orientata: le zone A entry no take. Queste aree sono caratterizzate dalla peculiarità di garantire e promuovere la tutela ambientale e la ricerca scientifica ma anche la fruizione controllato attraverso l’organizzazione di percorsi con guide del Parco e/o altri soggetti autorizzati. Queste tipologia di aree sono individuate sia a terra che nell’estensione a mare del Parco.

VI) Apertura calibrata dell’area a sud del Parco (Isole di Mortorio e Soffi) al fine di offrire una fruizione compatibile con le esigenze di tutela ambientale e rideterminare la distribuzione e la pressione antropica esercitata sull’intera estensione a mare del Parco.

Sottoscritto un protocollo d’intesa tra Ente Parco e WWF Italia

È stato sottoscritto nei giorni scorsi, dal Presidente dell’Ente Parco di La Maddalena Giuseppe Bonanno e dal Presidente del WWF Italia Dante Caserta, un protocollo d’intesa per la valorizzazione dell’area naturale protetta.

Obiettivo dell’intesa che è la collaborazione tra l’Ente di gestione del Parco Nazionale e la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura, finalizzata alla definizione e l’applicazione di modelli standard di valutazione dell’efficacia di gestione del Parco e per la salvaguardia della biodiversità, adattando sul territorio dell’Arcipelago nuove metodologie già sperimentate a livello nazionale e internazionale come il protocollo ISEA (Interventi Standardizzati di Gestione Efficace in Area Marina protetta). La metodologia ISEA è stata sviluppata dal WWF Italia per conto del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, al fine di realizzare interventi di sostegno alla gestione delle aree marine protette italiane e rafforzarne così la loro efficaci ed efficienza.  All’interno dell’accordo vengono individuate altre forme di cooperazione tra Ente Parco e WWF, in particolare tutte quelle che possano determinare un miglioramento nelle strategie di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale dell’area protetta, con particolare riguardo allo sviluppo di attività di partenariato con soggetti privati interessati a promuovere iniziative coerenti con le finalità istitutive dell’Ente e del WWF Italia.

Oggetto dell’accordo con la storica associazione ambientalista sono anche l’individuazione di zone all’interno del Parco nelle quali sia possibile applicare modelli di gestione per un approccio ecosistemico alla conservazione della biodiversità, già applicati nelle Oasi WWF, e lo sviluppo di progetti di educazione ambientale che coinvolgano le Università e le Scuole sia a livello locale che su quello regionale. Sarà inoltre elaborata una serie di progetti per l’utilizzo sostenibile delle energie rinnovabili nell’Arcipelago di La Maddalena oltre a collaborazioni per la promozione di iniziative finalizzate alla valorizzazione del paesaggio agrario e delle attività agro-silvo-pastorali e della pesca tradizionale attraverso l’utilizzo di bandi per accedere a finanziamenti europei e nazionali.

«La sottoscrizione della convenzione è un’occasione importante per il Parco di La Maddalena e anche per il WWF Italia – ha commentato il Presidente Giuseppe Bonanno; – sono certo che la collaborazione con questa storica associazione ci permetterà di promuovere e lavorare insieme su progettualità nuove che potranno rappresentare occasioni di crescita e sviluppo per entrambi i soggetti».

Per Dante Caserta, Presidente nazionale di WWF Italia: «Con questo accordo di collaborazione vogliamo contribuire ad aumentare l’efficacia di gestione dei nostri Parchi Nazionali, per vincere la nuova sfida della qualità, attraverso l’applicazione di consolidate metodologie di valutazione in relazione agli obiettivi di conservazione della biodiversità del Parco e la promozione di progetti che potranno costituire buone pratiche replicabili nelle altre aree naturali protette del nostro Paese»

Censimento e rimozione di discariche abusive contenenti materiali inquinanti

Nel corso delle ultime settimane sono state censite – ad opera del personale dell’Ufficio ambiente dell’Ente Parco, in collaborazione con l’Ufficio turismo della Provincia di Olbia-Tempio – dieci discariche abusive distribuite nell’area nord dell’Isola di La Maddalena, e contenenti anche materiali inquinanti, presumibilmente eternit e altri prodotti edili di risulta. La localizzazione dei siti è stata realizzata anche in virtù delle diverse segnalazioni giunte negli uffici dell’Ente di via Giulio Cesare da parte dei cittadini preoccupati per l’evidente degrado causato dalle discariche. Di comune accordo con l’Ente Parco e con l’Ufficio turismo della provincia, l’amministrazione comunale di La Maddalena sta provvedendo alla pulizia e allo smaltimento dei materiali individuati.

Questa la distribuzione delle discariche: località il Costone, parcheggio di Spalmatore, sentiero alle spalle della discoteca Bulldog, Cala Piticchia, località Giardinelli, Moneta (spalle campo sportivo), località Sasso Rosso, località Guardia del Turco, parcheggio Bassa Trinita.

«È ancora lungo il percorso da fare verso un’efficace consapevolezza del particolare equilibrio ecologico che caratterizza il nostro Arcipelago – spiega il Presidente Giuseppe Bonanno. – Continuiamo infatti ad assistere, con una certa inquietudine, a continue manifestazioni incivili di abbandono di rifiuti, anche pericolosi per l’ambiente, che obbligano gli Enti pubblici ad interventi speciali con conseguente spreco di risorse ed energie, quando invece alcuni di tali rifiuti potrebbero essere conferiti senza alcun onere dagli stessi cittadini presso l’isola ecologica gestita dal Comune. Lo sforzo che l’Ente Parco compie e l’impegno che si è assunto da anni, nonostante le difficoltà in termini di personale a disposizione e di ristrettezze finanziarie, sembra a volte essere vanificato dall’incoscienza manifestata dai privati cittadini. Non possiamo parlare di turismo e accoglienza se innanzitutto la nostra comunità non capisce per prima che l’immagine che presentiamo ai nostri ospiti non può essere quella espressa da discariche disseminate in tutto il territorio. Il mio ringraziamento – conclude Bonanno –  al personale dell’ente, ai cittadini che vigilano e collaborano con noi,  alla provincia e al comune che con sincera unità di intenti lavorano per rendere onore al nostro splendido Arcipelago».

Sequestri di ricci e pescato non tracciato: il plauso dell’Ente Parco

Un importante risultato quello ottenuto dalla Direzione marittima della Guardia costiera di Olbia durante l’operazione “Echinoidea”, che ha visto il sequestro di ricci di mare raccolti illegalmente da pescatori sportivi senza le fondamentali specifiche riguardanti la provenienza e la data di scadenza, così come previsto dalle norme di legge.

Il prodotto, che stava per essere distribuito al pubblico in diversi ristoranti di Olbia, La Maddalena e Sassari, è stato immediatamente sequestrato e i titolari di diversi esercizi commerciali si sono visti infliggere pesanti sanzioni. Le verifiche, condotte da una cinquantina di militari in tutto il nord Sardegna, hanno coinvolto pescatori sportivi e professionisti, oltre che pescherie e diversi gestori di ristoranti, per accertare il rispetto dei limiti temporali di cattura e di dimensioni dei ricci di mare. A La Maddalena sono stati sequestrati 34 chili di pescato, fra cui 300 grammi di polpa di riccio, senza indicazioni relative alla tracciabilità e le specifiche sulla data di scadenza. Sono scattate due sanzioni: una da 1.500 euro per la mancata tracciabilità, l’altra da 3.166 euro per mancata indicazione della data di scadenza.

«Un doveroso ringraziamento alla Direzione marittima della Guardia costiera di Olbia – commenta il Presidente Giuseppe Bonanno – iniziative come questa restituiscono credibilità a tutte quelle istituzioni che quotidianamente e con estremi sacrifici operano per evitare eccessi e abusi nell’ambito della commercializzazione dei prodotti offerti dal mare. Le sanzioni sono necessarie, oltre che per combattere le pratiche di pesca illegale, anche per salvaguardare i tanti operatori che, rispettando le regole, sono invece consapevoli dell’importanza della tracciabilità e della qualità dei prodotti offerti ai propri clienti».