Monthly Archives: gennaio 2014

Armi chimiche a Santo Stefano, l’Ente Parco scrive al Ministro dell’ambiente Andrea Orlando e al Commissario europeo Janez Potočnik

Dopo aver già inviato, negli ultimi giorni del 2013, una prima lettera – rimasta per il momento senza risposta – ai Ministri degli esteri e della difesa, il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno ha scritto una nuova lettera, indirizzata anche al Ministro dell’ambiente Andrea Orlando e al Commissario per l’ambiente dell’Unione europea, Janez Potočnik, illustrando le motivazioni, anche di carattere normativo, per le quali un’operazione come quella che prevedrebbe lo stoccaggio di armi chimiche provenienti dalla Siria all’interno dei confini di un Parco Nazionale sarebbe totalmente inopportuna. La notizia, divulgata dalle principali testate giornalistiche nazionali e regionali, sta mobilitando tutta l’isola di La Maddalena, facendo crescere non solo l’apprensione all’interno della comunità locale, ma anche la preoccupazione dell’Ente Parco, che ha voluto esprimere nuovamente la sua più ferma contrarietà in merito alla possibilità che l’isola di Santo Stefano venga utilizzata per simili scopi. Nella sua nota il Presidente Bonanno insiste sui forti rischi relativi al transito a mare di mezzi contenenti materiali potenzialmente pericolosi per le specificità ambientali e naturalistiche dell’Arcipelago. L’area marina prospiciente l’isola di Santo Stefano – è scritto nel documento, spedito anche al Ministro della difesa Mario Mauro, al Ministro per gli affari esteri Emma Bonino, al Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e alla Direzione regionale dell’Ambiente SAVI – è identificata nella zonizzazione del Parco come area MB e, come previsto dal Decreto istitutivo dell’Ente che richiama l’art.19, comma 3 della Legge 394/1991, nelle aree MB “sono vietate le attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dell’ambiente oggetto della protezione e le finalità istitutive dell’area naturale marina protetta”. Inoltre, tutta l’area dell’isola di Santo Stefano e l’area marina confinante è ricompresa all’interno del Sito di importanza comunitaria e Zona a protezione speciale ITB010008 “Arcipelago La Maddalena”, per il quale la quale gli Stati membri sono tenuti ad attuare “speciali misure di conservazione e promozione con la connessa attività di sorveglianza e tutela delle specie animali e vegetali protette”. L’area marina del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ricade anche all’interno del Santuario dei Cetacei (Legge n. 391 del 11 Ottobre 2001), incluso nella lista delle “Aree specialmente protette di importanza mediterranea” ai sensi del protocollo sottoscritto dalla Convenzione di Barcellona per la protezione delle aree specialmente protette e della diversità biologica del Mediterraneo. Nella missiva viene anche riportato che, ai sensi del Decreto 2 marzo 2012 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (“Disposizioni generali per limitare o vietare il transito delle navi mercantili per la protezione di aree sensibili nel mare territoriale”), “nella fascia di mare che si estende per due miglia marine dai perimetri esterni dei parchi e delle aree protette nazionali, marini e costieri, istituiti ai sensi delle leggi 31 dicembre 1982, n. 979 e 6 dicembre 1991, n. 394, e all’interno dei medesimi perimetri sono vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi mercantili adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda”. Il Presidente dell’Ente Parco ha infine voluto ricordare che proprio sulla spinta di una maggiore sensibilità, anche a livello internazionale, sul tema della necessità di misure più rigorose per la tutela ambientale delle Bocche di Bonifacio, il 15 luglio 2011 l’IMO (Organizzazione marittima internazionale), con risoluzione MEPC.204(62)32, ha deciso di inserire le Bocche di Bonifacio nella lista delle Aree marine particolarmente sensibili (AMPS). «Vi sono evidenti e palesi motivazioni di carattere normativo, procedimentale e di opportunità – conclude il Presidente Bonanno – che consigliano una bocciatura di questa iniziativa e che non possono essere ignorate. Spesso, d’altronde, per iniziative ben più ridotte e foriere di minori rischi ambientali, vengono respinti progetti e interventi sul territorio. A garanzia della credibilità delle istituzioni e delle norme di tutela ambientale l’Arcipelago non può essere considerato un sito idoneo allo stoccaggio di tali materiali. L’Ente Parco sarà perciò al fianco della comunità maddalenina e di qualsiasi mobilitazione per impedire che venga portata a termine questa operazione».

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena festeggia i suoi primi vent’anni

Budelli e la tutela delle Bocche di Bonifacio, ancora oggi ai primi posti nell’agenda dell’Ente Parco, i temi chiave che portarono all’istituzione dell’area protetta nel 1994

L’Ente Parco celebra quest’anno nella giornata del 10 gennaio il ventennale dell’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, prima area protetta in Sardegna istituita ai sensi della Legge quadro sulle aree protette: il 10 gennaio 1994 fu infatti pubblicata sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana la legge n. 10 dello stesso anno, approvata dal Parlamento sei giorni prima.

È una storia complessa e strettamente collegata a temi di carattere ambientale e paesaggistico quella del Parco, la cui legge istitutiva vide la luce dopo quasi un quinquennio in cui spesso le isole dell’Arcipelago, proprio come in questi giorni, furono portate alla ribalta delle cronache italiane per due ordini di motivi che sono ancora oggi assolutamente attuali: la nascita del Parco s’intreccia da un lato con la questione del Parco marino internazionale delle Bocche di Bonifacio, a sua volta tirata in ballo nell’agenda politica da due disastri ecologici accaduti in Europa a breve distanza tra la fine del 1992 e l’inizio del 1993, e dall’altro con le vicende dell’isola Budelli, che nel 1992, dopo essere stata oggetto di tentativi di speculazioni immobiliari, finì per essere individuata come riserva naturale dal Ministro dell’ambiente Carlo Ripa di Meana, primo passo verso un provvedimento organico per l’intero Arcipelago di La Maddalena.

La Legge istitutiva, sottoscritta dall’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, e dal Presidente del Consiglio dei Ministri Carlo Azeglio Ciampi, aprì un percorso che ha visto crescere negli anni la consapevolezza dei valori e delle specificità ambientali presenti nell’Arcipelago con il raggiungimento di importanti obbiettivi: tra tutti l’istituzione, il 7 Dicembre 2012 del GECT-PMIBB, uno strumento comunitario di fondamentale importanza per la cooperazione nello spazio transfrontaliero delle Bocche di Bonifacio e così chiamato in onore proprio della protezione di quello stretto di mare che unisce Corsica e Sardegna che fu, nelle ragioni dei primi animatori dell’iniziativa parlamentare, uno dei capisaldi sui quali lavorare nel futuro.

Dopo la sua individuazione con legge dello Stato, al Parco furono necessari altri due anni prima che fosse definita la sua architettura amministrativa: con il Decreto del Presidente della Repubblica del 17 Maggio 1996 furono infatti definite competenze e responsabilità dell’ente gestore dell’area protetta e la sua prima zonizzazione. Ad alternarsi nel corso degli anni alla guida del Parco furono il docente dell’Università di Sassari Ignazio Camarda prima, l’avvocato nuorese Gianfranco Cualbu poi e, a partire dal dicembre 2006, il giovane maddalenino Giuseppe Bonanno, tuttora in carica con il secondo mandato da Presidente ricevuto il 22 ottobre 2012.

«Il 2014 sarà un anno importante per il Parco. Le celebrazioni per questo anniversario saranno un’occasione per fare il punto rispetto agli obbiettivi iniziali dei padri fondatori, quelli raggiunti e quelli che ancora devono essere perseguiti – spiega Bonanno. – Nel corso di questi anni si sono alternati momenti difficili, legati soprattutto alla crisi che ha comportato riduzioni di costi e di personale per tutte le pubbliche amministrazioni, ma indiscutibilmente il Parco è riuscito, anche in termini di visibilità a livello nazionale e al di fuori dei confini italiani, a rappresentare una risorsa per l’Arcipelago e per la tutela del nostro territorio, per la quale vale sempre la pena spendersi. Sono stati recuperati al patrimonio pubblico i beni demaniali affidati al Ministero dell’ambiente e recuperati per il tramite del Parco. Promossi scambi, percorsi culturali che hanno coinvolto numerosi studiosi, studenti e comuni cittadini e che saranno concretizzati in termini ancor più puntuali aprendoci alla collaborazione con le associazioni di categoria ma soprattutto con i territorio circostanti».

Budelli: depositati gli atti per l’esercizio del diritto di prelazione

Giuseppe Bonanno, Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, ha depositato presso il Tribunale civile di Tempio Pausania gli atti necessari per l’esercizio del diritto di prelazione sull’isola di Budelli.

Gli adempimenti legali portati a termine in questi giorni, relativi al procedimento di asta fallimentare che aveva coinvolto i precedenti proprietari dell’isola, sono stati adottati in ottemperanza alle disposizioni dell’art. 15 della Legge quadro sulle aree protette e alle previsioni dell’art. 1, comma 115, della Legge di stabilità 2014, con cui il parlamento ha manifestato la sua indiscussa volontà di rendere patrimonio dello Stato il simbolo del Parco nazionale e la cui approvazione è giunta a conclusione di una lunga mobilitazione: dalla fine dello scorso mese di ottobre, centomila cittadini e molte personalità del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’ambiente avevano infatti aderito con entusiasmo alla campagna di raccolta firme promossa, attraverso la piattaforma di petizioni Change.org, dall’ex Ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde.

L’introduzione di un’apposita previsione nella Legge di stabilità 2014 a favore dell’acquisizione da parte dello Stato dell’isola di Budelli è stata possibile grazie alla mobilitazione trasversale di tutte le forze politiche della Commissione bilancio del Senato – ed in particolare all’iniziativa dei senatori di Sinistra ecologia e libertà, che per primi avevano presentato l’emendamento necessario per ottenere dal Governo le risorse finanziarie necessarie a coprire le spese per l’esercizio del diritto di prelazione – e all’orientamento espresso in via definitiva della Commissione bilancio della Camera. L’Ente Parco ringrazia tutte le personalità del mondo dello spettacolo e della cultura che si sono adoperate per supportare la campagna di sensibilizzazione e tutte le associazioni ambientaliste che, con grande determinazione, hanno lavorato in questi mesi.