Monthly Archives: novembre 2013

Nomina dei rappresentanti nel Parco nell’assemblea dei membri del GECT-PMIBB: un passo necessario per partire al più presto

Bonanno: «Le nomine dell’Assemblea dei membri sono essenziali per poter procedere in tempi rapidi all’insediamento; nel Comitato scientifico siederanno invece esperti con competenze specifiche»

In merito alle polemiche suscitate dall’atto di nomina dei tre rappresentanti delegati dal Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena in seno all’Assemblea di gestione del GECT–PMIBB, occorre chiarire che le tre figure individuate (Agostino Bifulco, Pietro Dettori e Tommy Gallo) rappresentano per competenza, esperienza, conoscenza del territorio e delle tematiche trattate, nonché per la fiducia nei rapporti con l’Ente Parco e il suo Presidente, tre delegati perfettamente titolati a svolgere un ruolo per il quale non percepiranno alcun compenso.

Il GECT-PMIBB, un soggetto di diritto privato, costituito da enti pubblici (l’Ente Parco e l’Office de l’environnement de la Corse) – vale la pena ricordarlo nuovamente – è l’organismo col quale l’Ente Parco sta dando vita al primo nucleo permanente di cooperazione con la Corsica, con una prospettiva futura ambiziosa che si ispira all’idea di Parco Marino Internazionale Bocche di Bonifacio, per anni rimasta solo sulla carta.

L’atto di disposizione urgente adottato nei giorni scorsi dal Presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Bonanno, è un atto dovuto che fa seguito alla necessità, avanzata dai colleghi corsi della Riserva naturale delle Bocche di Bonifacio, di chiudere le procedure di composizione dell’assemblea dei membri; le nomine dovranno comunque essere ratificate una volta insediato il nuovo Consiglio direttivo dell’Ente Parco.

«Sorprende come l’amministrazione comunale di La Maddalena e in particolare il Sindaco Angelo Comiti – commenta il Presidente Giuseppe Bonanno – s’interessino alle vicende del GECT–PMIBB solo ed esclusivamente quando si tratta di definire le nomine all’interno degli organismi direttivi. L’indicazione di questi tre nomi, che presteranno gratuitamente la loro opera, è un atto di riconoscenza per il lavoro che insieme abbiamo instancabilmente portato avanti nel corso di questi anni all’interno del Consiglio direttivo per raggiungere l’obiettivo della costituzione del GECT. Mi sembra infine doveroso ricordare a chi, senza evidentemente conoscere bene il tema trattato, pone obiezioni sulle competenze specifiche dei tre delegati, che il GECT–PMIBB è dotato di uno specifico “Comitato scientifico” che dev’essere ancora nominato e nulla ha a che vedere con l’assemblea di gestione.

Le tre persone scelte, che insieme con me rappresenteranno l’Ente Parco nell’Assemblea dei membri, hanno fatto parte del Consiglio direttivo dell’Ente Parco durante la fase di costituzione del GECT–PMIBB seguendone con attenzione e scrupolo il percorso istitutivo.»

Budelli patrimonio di tutti

«Ammiro il coraggio di coloro che, sbagliando, si scagliano sulla possibilità che l’isola di Budelli divenga patrimonio di tutti, etichettandola come uno spreco di denaro pubblico e non preoccupandosi di vedere quali veri sprechi si siano perpetuati a La Maddalena fino ad oggi, a partire dal mancato G8, che ha solo lasciato ad arrugginirsi un’immensa cattedrale nel deserto. Sbaglia dunque chi guarda alla pagliuzza nell’occhio del Parco – l’approvazione dell’emendamento “salva Budelli” è frutto della collaborazione tra istituzioni e associazioni del mondo non profit, nonché della ricerca di soluzioni condivise, e lo conferma la trasversalità del consenso nella Commissione bilancio del Senato – e non si preoccupa della trave nell’occhio (forse sarebbe meglio dire del “cuore”) di un territorio che da anni sta vivendo una grave crisi economica nella quale il Parco c’entra davvero poco: sbaglia perché l’operazione che come Presidente dell’Ente Parco sto cercando di portare “a casa” tende alla ricomposizione di un quadro di illogicità che, grazie alla legge, potrebbe essere superato. Dico questo perché il Parco, e perciò lo Stato, è impegnato da anni con spese per vigilanza e controllo, spese che aumentano ogni anno anche in relazione alle problematiche relative al controllo delle fitopatie e che richiederebbero fondi maggiori rispetto alle disponibilità attuali. In questo Paese non si capisce come e perché le spese debbano essere “socializzate”, mentre i profitti possano, e anzi debbano, essere “privatizzati”, come accaduto per diverse aziende pubbliche anche nel recente passato. L’operazione con la quale l’Ente Parco sta tentando di rendere Budelli patrimonio pubblico potrà invece dare risposte alle esigenze di recupero fondi e, attraverso visite guidate, dare anche occasioni lavorative fin da subito. Chi, come ad esempio il Sindaco di La Maddalena, non riesce a guardare alle possibilità che scaturiscono da una simile operazione, compie un errore nell’indirizzare correttamente le accuse sull’eventuale “sperpero” dei fondi pubblici. Se, al di là delle centinaia di milioni di euro spesi inutilmente in occasione del G8 per realizzare alcune strutture, tuttora abbandonate, si guardano ad altri casi concreti sull’isola di La Maddalena, dovremmo infatti necessariamente raccontare dell’ “Opera Pia”, un progetto faraonico non già per l’oggetto che si sta andando a costruire ma per i tempi e i costi dell’operazione. Si parla, in effetti, di più di 5 milioni – fino ad oggi – per lavori che durano ormai da otto anni, per essere di fatto ancora lontano dalla conclusione. Risultato finale? Un teatro lirico a La Maddalena! Non si è invece certo pensato a creare spazi per i giovani, come sale di registrazione per le quali c’è grande richiesta, aree di aggregazione sociale, spazi multimediali oltre che una sala cinematografica. Insomma, un buco nell’acqua che costa caro a questa collettività e che, ancora per molto tempo, graverà sul groppone dell’amministrazione comunale. Varrebbe poi la pena, in questa occasione, tornare nuovamente sul tema dei fondi dirottati dalla Regione Sardegna, a suo tempo, per partecipare al flop delle costruzioni del G8: finirono in quella voragine, se non erro, soldi per l’edilizia popolare e anche somme – di questo sono sicuro – inizialmente destinate al Parco nazionale per le bonifiche dei fondali dai corpi morti e per la realizzazione di nuovi campi boe, per l’ammontare di 1 milione e 300 mila euro. Per non parlare, come già detto, dello scandaloso gonfiarsi delle spese per la realizzazione delle opere del G8, stimate in oltre 360 milioni di euro, e che oggi non hanno prodotto alcun posto di lavoro! L’isola di Budelli, che rappresenta invece meno dell’1% di quella spesa, e quasi la metà di quello che è stato speso fino ad ora per l’Opera Pia, saprà fruttare molto di più per le popolazioni locali di questi faraonici interventi. Capisco che, poiché gli appuntamenti elettorali stanno pericolosamente avvicinandosi, bisogna cavalcare stancamente il motto “no agli sprechi”, ma chi lo fa dovrebbe essere coerente e onesto sia nella valutazione di ciò che fa in prima persona, sia nella valutazione delle motivazioni e delle opportunità reali rispetto a quello che spinge il Parco a lottare per questa battaglia di civiltà, di principio e di opportunità. Trovo curioso in effetti anche il fatto che si inizino a registrare le prime posizioni apertamente contrarie sulla opportunità che Budelli divenga patrimonio dello Stato solo dopo una mobilitazione così massiccia che ha coinvolto 85 mila persone, grandissima parte dell’opinione pubblica, giornalisti, personalità del mondo dello spettacolo, ma anche e soprattutto persone comuni, frequentatori abituali del Parco, semplici turisti e solo dopo che si è giunti ad un risultato così importante come l’approvazione all’unanimità di un emendamento alla legge di stabilità. Francamente pensavo che, almeno in questa occasione, avrei potuto avere il Comune al fianco dell’Ente Parco, anche perché forse sarebbe stato possibile discutere insieme serenamente per individuare soluzioni comuni per Budelli, come da sempre vado sostenendo, più in generale, per il bene dell’Arcipelago, ma evidentemente per l’ennesima volta mi sono sbagliato, visto che anche in questa occasione registro un anacronistico dissenso e, come sono spesso abituato a riscontrare, un atteggiamento confuso che vuole solo generare ulteriore confusione per distogliere l’attenzione dai reali problemi del territorio».

Approvato l’emendamento per salvare l’Isola di Budelli

È notizia di questo pomeriggio l’approvazione, in Commissione Bilancio del Senato, un emendamento alla legge di stabilità che permetterà all’Ente Parco di esercitare il diritto di prelazione per l’acquisizione al patrimonio pubblico dell’isola di Budelli da parte dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena. Una norma nella precedente legge di stabilità impediva tale possibilità, ma l’approvazione dell’emendamento, votato all’unanimità dalla competente commissione del Senato, apre nuovi scenari, sbloccando di fatto la situazione: la norma autorizza nel 2014 la spesa di 3 milioni di euro, di poco superiore all’offerta con la quale il banchiere neozelandese Michael Harte si era aggiudicato l’incanto nello scorso mese di ottobre. Lo Stato italiano, tramite l’Ente Parco, potrà dunque divenire proprietario dell’isola, dopo anni in cui era stata nella disponibilità di soggetti privati.

«Un particolare ringraziamento – commenta soddisfatto il Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Giuseppe Bonanno – va ai quasi 85 mila sottoscrittori della raccolta firme lanciata sulla piattaforma Change.org dalla Fondazione Univerde, con in prima linea l’ex Ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecorario Scanio, che si è attivato immediatamente per questa battaglia di civiltà e di principio. Un doveroso ringraziamento, inoltre, ai due primi firmatari dell’emendamento, i Senatori Loredana De Petris e Luciano Uras, e a tutta la Commissione Bilancio del Senato, che all’unanimità, e quindi in modo assolutamente trasversale, ha raccolto le istanze e le sollecitazioni provenienti da un’opinione pubblica fortemente motivata e interessata alla risoluzione della vicenda Budelli. Se tutto andrà per il verso giusto – sottolinea Bonanno – avrò l’onere e l’onore di portare “a casa”, ossia a La Maddalena, il simbolo del Parco e, dal giorno dopo, onorare l’impegno e la volontà di tutte quelle personalità e della gente comune che su questo argomento si è stretta intorno all’Ente Parco affinché fosse possibile raggiungere questo risultato. Ora bisogna soltanto attendere con pazienza la conclusione dell’iter di approvazione della legge e, dal giorno dopo, dar seguito agli adempimenti burocratici conseguenti. Di nuovo grazie di cuore a tutti.»

Il personale del Parco a Olbia a sostegno della popolazione

Il personale del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena partecipa alle operazioni di assistenza e soccorso alle tante famiglie colpite dall’alluvione che ha interessato tutta l’isola e in particolare la città di Olbia. Tanto il lavoro da fare per provare a restituire vivibilità a una città profondamente segnata dal nubifragio che si è impetuosamente abbattuto lo scorso lunedì causando numerosi morti. I dipendenti del Parco si alterneranno in questi giorni a sostegno della Protezione civile di La Maddalena immediatamente allertata e impegnata sul campo nelle operazioni di primo soccorso.

 

«Con i dipendenti del Parco abbiamo raggiunto nel primo pomeriggio di ieri il gruppo della protezione civile di La Maddalena coordinato da Claudio Ciucci. Abbiamo aiutato gli abitanti investiti nelle loro case dall’evento alluvionale. – spiega il Direttore Ciro Pignattelli – Abbiamo osservato e registrato il disagio di queste ore, ci si muove al meglio per recuperare quel poco che resta. Gli occhi sono stanchi dei disastri e replay alluvionali: luoghi diversi, stessi fotogrammi, nuove vittime. Non siamo di fronte a catastrofi naturali. Non c’è nulla di naturale né in questi eventi né nei loro effetti. L’acqua ha memoria, noi no. – sottolinea Pignatelli –  Abbiamo deviato i suoi flussi naturali, occupati i suoi spazi senza curarcene. La natura ci chiede il conto, rivuole i suoi spazi. Ai danni causati dovuti prevalentemente all’insipienza di amministratori privi di qualunque scrupolo, si aggiungono i cambiamenti climatici. Non si può più aspettare, sono urgenti misure di mitigazione e di adattamento ambientale.Si riparano i danni piuttosto che prevenire le cause. I costi del non fare più di quelli che servirebbero per mettere in sicurezza il territorio. Occorre un green new deal per il territorio».

 

«Sono profondamente colpito – spiega il Presidente Giuseppe Bonanno – occorre una riflessione importante e una conseguente azione amministrativa efficace per fare in modo che questo lutto collettivo non rappresenti semplicemente  un dramma senza risposte. La programmazione e la corretta gestione del territorio rappresentano una sfida non più derogabile se vogliamo che l’ambiente e la natura rappresentino una risorsa e non una spada di Damocle pendente sulle nostre comunità. Purtroppo per anni abbiamo, noi ecologisti, assunto il ruolo di novelle Cassandre, oggi tutto ci porta a dire che non era allarmismo ma pragmatismo. Da ora, da subito, bisognerebbe evitare di insistere nel finanziare industrie ormai decotte e investire in prevenzione sul dissesto, agricoltura e tutela. Significa ripensare il nostro mondo, – spiega il Presidente del Parco – è  necessario dare risposte concrete e assumere l’impegno sul diritto dovere di assicurare un futuro al nostro territorio e a chi lo abita».

Gatti a Caprera: tutelare l’equilibrio ecologico

In merito alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente regionale dell’Enpa Sardegna, Emanuele Deiana relative alla presenza di gatti sull’Isola di Caprera occorre chiarire la natura della posizione assunta dall’Ente Parco rispetto ad un problema che rischia di alterare, aggravandolo, il fragile equilibrio ecologico dell’isola, già fortemente minato dalla presenza degli ibridi di cinghialexmaiale. Nessun atteggiamento ne intento persecutorio nei confronti dei felini può essere attribuito al Parco che sta cercando semplicemente di trovare e proporre agli enti competenti: Amministrazione comunale, A.s.l e Regione Sardegna una soluzione rispetto ad un problema sul quale non sono attribuite competenze specifiche all’Ente Parco come la lotta al randagismo. Non essendo riconosciuti dall’Amministrazione comunale di La Maddalena i siti di ricovero di questi animali, individuati e censiti dall’Ente Parco grazie ad una convenzione con la stessa “Enpa”, non possono essere definite così come stabilito dalla legge: “colonie feline”. Le azioni e gli investimenti promossi dal Parco, come la sterilizzazione dei gatti liberi, evidenziano la volontà di una soluzione del problema, nella consapevolezza di quanto la presenza di questi animali intervenga nell’equilibrio ecologico dell’isola e nella tutela della fauna selvatica presente. La proposta inviata all’Ispra per la realizzazione di un’area attrezzata da destinare ai felini è orientata alla tutela di questi animali, alla salvaguardia dell’equilibrio ecologico di Caprera e a un più decoroso sostegno a tante persone che trovano nella cura di questi animali una forma di partecipazione attiva alla vita della comunità.

«Sgomberiamo subito il campo da ogni sospetto – commenta il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno –. Sono un amante dei gatti e personalmente ne ho adottato due salvandoli dalla strada. La situazione che si è venuta a creare sull’isola di Caprera non è più tollerabile. Prima di tutto non esiste nessuna colonia felina come sostiene l’Enpa. Non c’è nessun atto adottato dall’amministrazione comunale che identifichi aree destinate ai gatti. L’impegno del Parco per i felini è sotto gli occhi di tutti. Nel nostro bilancio ci sono dei fondi per comprare gli erogatori del cibo ed evitare la pratica barbara di lasciare ovunque piatti, pentole, scatolette. Non è certo così che si onora la memoria di Garibaldi e non è così che si tutela il benessere di questi animali e del contesto ecologico all’interno del quale si inseriscono – L’Ente Parco fa sapere il Presidente Bonanno ha mandato una nota all’Ispra e una al Comune -. Ci siamo resi disponibili con l’amministrazione per realizzare a nostre spese l’infrastrutturazione di un’area attrezzata per i felini. In alcuni di questi punti di alimentazione, sono 67 in tutta La Maddalena – aggiunge –, si verificano episodi di commensalità promiscua tra gatti, cinghiali, topi e gabbiani, con gravi problemi di trasmissione di parassiti. In tutto ciò non c’è alcun rispetto per gli animali. Quando si vogliono aiutare gli animali si aiutano tutti e non solo quelli che ci stanno più simpatici. A Caprera esistono endemismi messi a rischio dalla presenza di animali che per istinto cacciano tutto quello che si muove. Persi quegli esemplari ad esempio di lucertole, non le abbiamo perse solo noi come territorio ma il mondo intero perché la parola endemismo significa proprio questo, ossia che esiste solo qui. Perciò più rispetto per tutti gli animali e non solo quelli a noi più cari».

Petizione per Budelli: Appello del Presidente del Parco alle altre aree protette italiane

Petizione per Budelli, il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno scrive a tutti i Presidenti dei parchi e delle aree marine protette: «Sottoscrivere la campagna per l’esercizio del diritto di prelazione sull’acquisto dell’isola di Budelli significa aderire ad una battaglia di principio per acquisire al patrimonio pubblico un bene identitario, simbolo del Parco stesso»

Installazioni effimere: dibattito all’ex Ilva

Promosso dall’associazione culturale “Landworks”, l’incontro dibattito “LandWorks tra Arte e Natura? catalizzatore del dibattito sulla valorizzazione paesistico-ambientale” è stata l’occasione per chiarire responsabilità e competenze di ciascuno dei soggetti coinvolti in merito alla vicenda che ha animato il dibattito in seno alla comunità maddalenina rispetto al posizionamento di “installazioni effimere” realizzate in diversi siti dell’Isola di Caprera dalla stessa associazione nel corso del workshop tenuto lo scorso mese di giugno. Scarsa la partecipazione di pubblico in sala “Ex Ilva” rispetto a un tema che ha acceso le polemiche sui principali social network e sulla stampa.