Monthly Archives: dicembre 2011

I contratti del Presidente Bonanno? Email spazzatura

Mi dispiace constatare come in questi giorni di Natale circolino email spazzatura inclusa quella che contiene illazioni e insinuazioni su una mia posizione all’interno del progetto PMIBB, finanziato con fondi comunitari. La gravità delle affermazioni è tale da discostarsi appena di poco dalla diffamazione, come già successo in passato. Evidentemente alcuni nostri concittadini pensionati non hanno niente di meglio da fare che passare il proprio tempo libero a male interpretare gli atti che dal settembre 2010 l’Ente pubblica integralmente sul proprio sito web.Tutto nasce da un madornale errore – non certo dettato dalla buona fede – che è stato fatto da tali individui e che emerge chiaramente nel momento in cui sono stati utilizzati termini come “Il contratto del Presidente Bonanno? Sono due!” o “Tutti i contratti del Presidente Bonanno”: infatti il presunto secondo contratto, tanto pubblicizzato, nient’altro è se non il contratto che, in modo del tutto simile a quanto avviene in qualsiasi altra pubblica amministrazione, stabilisce il rapporto di dipendenza tra il nostro Direttore e l’Ente Parco.

Pulizia delle spiagge e delle aree sensibili, bilancio di un anno di attività

Comunicato stampa del 20.12.2011 – Oltre duecento metri cubi di rifiuti raccolti nel corso dell’anno: è questo il dato più significativo che emerge alla fine del 2011 dopo sei mesi di pulizia dei litorali e delle zone più sensibili dell’Arcipelago svolta dal Parco in collaborazione con l’amministrazione comunale ad implementazione di un progetto cofinanziato dalla Provincia Olbia-Tempio. Anche se quella della raccolta dei rifiuti non è una specifica competenza attribuita al Parco dalle norme, l’Ente investe parte delle proprie risorse in questa direzione, consapevole del fatto che per perseguire le proprie finalità istitutive sia necessario contenere quanto più possibile le situazioni di degrado ambientale.

Le attività dell’Ente Parco, iniziate nel mese di aprile 2011 e precedute da sopralluoghi dell’Ufficio ambiente per individuare i siti nei quali intervenire prioritariamente, si sono concentrate inizialmente sull’isola di Caprera, ed hanno interessato non solo i principali arenili – Cala Andreani (Punta Rossa), Cala dello Sforzato (Relitto), Cala Portese (Due Mari), Cala Conchiglia, Porto Palma I, Porto Palma II, Cala Garibaldi e Conigliera – ma anche tutte le aree limitrofe quali il sottobosco, i sentieri di accesso e le aree parcheggio, anch’esse particolarmente degradate dall’afflusso turistico estivo in prossimità delle spiagge dell’isola.
Sull’isola di La Maddalena il lavoro degli operai assunti appositamente dal Parco è proseguito per tutto il mese di maggio nelle spiagge di Spalmatore, Costone, Cala Lunga, Cardellino, Monti d’a Rena, Abbattoggia (Morto, Strangolato), Bassa Trinita, Cava Francese, Carlotto, Punta Tegge e Giardinelli. Il volume complessivo dei rifiuti recuperati nelle due isole nei due mesi è stato superiore a 110 metri cubi, mentre nel mese di giugno, dedicato al mantenimento dello stato dei luoghi già puliti, la quantità di rifiuti raccolti è stata di poco inferiore ai 40 metri cubi.
Le attività degli operai sono state svolte in un periodo critico per la popolazione, giacché in molte aree era frequente il fenomeno di abbandono di sacchi di spazzatura da parte di persone che non riuscivano a entrare nel meccanismo della raccolta “porta a porta”.

Dopo che nel mese di luglio il Comune di La Maddalena ha affidato ad una cooperativa il compito di procedere ad operazioni di pulizia quotidiana nell’isola madre e a Caprera, l’Ente Parco si è occupato della pulizia delle isole minori e dei siti sulle isole maggiori non raggiungibili via terra con operai di un’altra cooperativa. Sono state oggetto di intervento le isole di Spargi (Cala Corsara; Cala Granara; Cala d’Alga, Cala Connari, I Pisciuli,  Cala Ferrigno, Cala Serraina), di Budelli (Cavaliere, sentiero per la spiaggia Rosa), di Santa Maria (Cala Santa Maria, Tamarici, Porto Madonna nel tratto di costa dal passetto del Topo al passetto degli Asinelli), di Razzoli (banchina, Cala Morto e la cala successiva), di Santo Stefano,  di Caprera ( Poggio Baccà, Cala Brigantina, Cala Coticcio, Cala Caprarese, Punta Crucitta, Cala Serena e Cala Napoletana) e di La Maddalena (Cala d’Inferno, Marginetto) per un totale di 70 metricubi, che comprendono anche la raccolta a terra avvenuta quando le condizioni meteorologiche impedivano l’uscita in mare.
Da non dimenticare anche l’organizzazione di attività di volontariato e di sensibilizzazione sul tema dei rifiuti, con la partecipazione di turisti, cittadini e scolaresche: anche eventi come “Iniziative oceaniche e “Operazione Talassa” si inseriscono nel quadro delle iniziative dell’Ente Parco sul tema dei rifiuti.

«La campagna di pulizia, avviata nel 2011 con un discreto anticipo sull’inizio della stagione estiva, ci ha consentito di restituire un po’ di decoro alle spiagge delle isole, martoriate dal vento e dalle correnti – spiega il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno. – È un importante contributo quello che il Parco ha dato alla comunità e al turismo dell’Arcipelago e sono fiero dell’impegno che mi sono assunto in proposito insieme al Consiglio direttivo dell’Ente e grazie al supporto del nostro Direttore.
Ovviamente le operazioni svolte dal Parco non possono certamente essere esaustive, sia perché l’Ente non ha una diretta competenza in tema di raccolta di rifiuti, sia perché le risorse che arrivano sono appena sufficienti. Non dobbiamo inoltre dimenticarci che l’Arcipelago conta circa 180 chilometri di coste, pari a un decimo dell’estensione costiera della Sardegna, e che a differenza di altre zone della Sardegna e d’Italia, le sue coste sono costantemente sferzate dal vento e delle correnti marine, che finiscono per depositare costantemente, per tutto l’anno, rifiuti sulle spiagge.
Le giornate ecologiche a tema che anche quest’anno hanno coinvolto anche alcune scolaresche del territorio – oltre ai turisti nel mese di agosto – dovrebbero essere considerate per ciò che sono, ossia occasioni in cui l’Ente Parco può sensibilizzare i fruitori del territorio in modo attivo e diretto e momenti di aggregazione sociale in cui ciascun individuo può impegnarsi in un’azione di responsabilità cittadina di grande valore.
E’ infine ammirevole, oltre ovviamente al coordinamento da parte dei dipendenti dell’Ente che hanno assistito e coordinato le attività, il lavoro svolto dalle squadre di operai, tutti maddalenini, il cui entusiasmo è sempre stato gratificante e fa comprendere come questo tipo di iniziative e l’impegno del Parco, che presso il Ministero dell’ambiente ha trovato risorse importanti per i progetti di recupero ambientale e di valorizzazione del territorio, non possano che restituire dignità al nostro Arcipelago e, allo stesso tempo, fornire un modesto contributo all’economia del territorio in questo grave momento di crisi»

“Il Re è nudo; il cordoglio per i parchi del presidente della Maddalena” di Renzo Moschini

Il Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena Giuseppe Bonanno per il  ventennale della legge quadro 394 ha scritto una lettera ai colleghi dei parchi e delle aree protette italiane. E’ una lettera di ‘cordoglio’ che dopo tanti  impacciati quando non penosi tentativi di dare al ventennale della legge anche da parte di chi avrebbe ben altri doveri di ‘verità’, ciurla nel manico per negare l’innegabile, ricorda il bambino che dice ‘ma il re è nudo’ mentre gli adulti fanno finta di apprezzarne l’inesistente e invisibile vestito. Di Giuseppe Bonanno ricordo l’intervento a Pisa nello scorso settembre dove discutemmo dei parchi in Europa per iniziativa di Legautonomie da cui si tennero alla larga proprio quelli che nei confronti dei parchi hanno precisi doveri istituzionali.

Proposte concrete a sostegno delle aree marine protette

Comunicato stampa del 12.12.2011 – Da Giuseppe Bonanno, Presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, arrivano proposte a sostegno della nautica nelle aree marine protette, presentate anche ai colleghi e alle associazioni ambientaliste di settore.

«Fin dall’introduzione dell’ipotesi, poi concretizzatasi, della cosiddetta “tassa sulla nautica”, ho percepito il “rischio” legato al contraccolpo che questa potrebbe determinare per quelle economie che vivono anche grazie a tale comparto: il problema non riguarda infatti solo i privati, ma anche le pubbliche amministrazioni, gli enti territoriali e le comunità che su tale settore hanno impostato e consolidato un modello economico. Tra questi rientra anche il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, che sin dalla sua istituzione – attraverso la riscossione di un diritto d’ingresso proporzionale alla dimensione delle imbarcazioni in transito e in sosta nelle acque comprese all’interno del perimetro del Parco – ha potuto contare su un gettito costante mediante il quale garantire, almeno in parte, interventi di tutela,  investimenti e manutenzione del territorio, come ad esempio il posizionamento di campi ormeggio, il monitoraggio ambientale, la manutenzione degli habitat e l’erogazione di altri servizi.
Oggi la tassa introdotta dalla manovra “Salva Italia” è suscettibile di mettere in serio pericolo la sostenibilità del sistema, con un probabile dirottamento dei flussi turistici verso altri – è proprio il caso di dire – lidi. Ciò è ancor più vero per la Sardegna, la cui vicinanza alla costa della Corsica mette in condizione il proprietario di imbarcazione di fare una scelta di “delocalizzazione” apparentemente fin troppo semplice, sebbene indubbiamente alcuni aspetti legati alla reale capacità delle strutture portuali corse siano da approfondire in un contesto di tale natura.

Allora una possibile soluzione, in linea anche con un principio di sostenibilità e di sostegno alle aree protette già annunciato tra gli impegni del neo Ministro all’ambiente, potrebbe essere quella di introdurre un meccanismo correttivo a favore di parchi e aree protette con estensione a mare, con la generalizzazione del “modello Maddalena” e la previsione di una riduzione dell’importo della nuova tassa sulla nautica per tutti coloro che abbiano contribuito al pagamento del diritto d’ingresso: tale riduzione potrebbe corrispondere ad una percentuale fissa per i residenti nelle aree protette e ad una detrazione a conguaglio degli importi versati annualmente da chi vi si reca con con la propria imbarcazione. Sarebbe comunque possibile pensare a ulteriori sistemi di incentivazione o detrazione fiscale per chi, con i propri mezzi nautici, trascorre lunghi periodi nelle aree marine protette o nei parchi nazionali con estensione a  mare.

Cercherò di coinvolgere i miei colleghi e la Federparchi nell’analisi del modello per avanzare una proposta operativa che possa essere condivisa col Ministro Clini e divenire una realtà giuridica a sostegno delle economie locali e delle aree marine protette.»

Ventennale della Legge quadro sulle aree protette, cordoglio del Presidente Bonanno

Comunicato stampa del 06.12.2011 – In occasione del Ventennale della Legge quadro sulla aree protette, il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno scrive la seguente lettera indirizzata a Parchi e Aree marine protette italiane.

Cari colleghi,
sebbene in molti si accingano a festeggiare il “compleanno” della 394 mi duole invece dover, in controtendenza, esprimere tutto il mio cordoglio per la morte della filosofia ispiratrice della stessa.
Per quanto io ritenga necessarie le modifiche proposte alla Legge quadro, si è proceduto ad ipotizzare elementi di una tale pericolosità da rendere i Parchi, se ce ne fosse ulteriore conferma, uno strumento quasi ancillare rispetto alle esigenze altrui e gli Enti gestori sempre più messi in difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi istitutivi.
In particolare continuano a non essere affrontati i temi reali e concreti relativi all’esigenza di una maggior elasticità e dinamicità degli Enti parco, al fatto che vi siano un’assenza di coordinamento strutturale – e non demandato alla volontà dei singoli – e una mancanza di altri elementi, come ad esempio di una maggiore rappresentatività delle comunità locali che non si traduca in un “commissarimento” degli enti alle esigenze, seppur legittime, esclusivamente economiche delle amministrazioni locali, di un gruppo di acquisti comuni per risolvere realmente le diseconomie e di un centro studi: quest’ultimo, in particolare, dovrebbe consentire agli Enti di risolvere criticità e dubbi interpretativi sulle norme da un lato e di mettere in rete best practice anche di natura amministrativa dall’altro.
L’obiettivo della separazione e della tutela delle prerogative dell’Ente gestore rispetto alle spinte speculative, riconoscendo dignità e stabilità al sistema dei Parchi italiani, è ben lungi dall’essere raggiunto e sembra, piuttosto, che ci si stia muovendo in senso diametralmente opposto. Eppure l’evidenza dei fatti è sotto gli occhi di tutti: il territorio italiano è attraversato da emergenze ambientali che mettono in discussione il sistema economico e pianificatorio impostato dal dopoguerra a oggi.
Un tempo si parlava dei Parchi quali laboratori all’interno dei quali sperimentare tecniche che poi potessero “contaminare” il territorio circostante, mentre oggi assistiamo al processo inverso, ossia al tentativo di portare quelle logiche economico speculative all’interno dei territori protetti.
Da anni a questa parte continui “attacchi” all’operatività dei Parchi sono stati portati avanti nelle varie Leggi finanziarie; alle volte siamo riusciti ad eludere i contraccolpi delle misure “punitive”, altre volte le abbiamo subite riducendo enormemente la capacità opativa degli enti di gestione: non da ultime la cancellazione dei contributi per le Aree Marine Protette e la capziosa riconduzione degli Enti Parco nella previsione di cancellazione delle indennità per gli organi di vertice. Guardando al complesso delle misure fin qui adottate e che oggi impattano sul sistema delle aree protette, non posso che confermare la sensazione che si stia concretizzando il processo di “svuotamento” delle competenze e dell’autorevolezza dei Enti Parco in un lento ma inesorabile processo che non trova oramai più alcun argine. Per tali motivazioni ritengo che ci sia ben poco da festeggiare ma piuttosto restare al capezzale del morto per l’estremo saluto.

Intervista al Presidente Bonanno di Walkiria Baldinelli – Videolina

Intervista al Presidente Bonanno di Walkiria Baldinelli – Videolina