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Progetto “Garibaldi Agricoltore”, iniziato il recupero paesaggistico degli Orti

Dopo anni dopo anni di idee e progetti spesso tramutatisi in semplici attese, l’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è la prima istituzione ad avviare i lavori di recupero paesaggistico degli Orti di Garibaldi nell’ambito del più ampio progetto “Garibaldi Agricoltore”, che nasce ed è stato sviluppato seguendo un preciso processo di programmazione e pianificazione, consolidatosi intorno a due assi principali che coincidono con le finalità istitutive dell’Ente: la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale da un lato e il recupero storico e paesaggistico dell’isola di Caprera dall’altro.

L’elaborazione del progetto s’inserisce in un percorso di studio, analisi e ricerca che dura da oltre due anni ed ha visto coinvolti, con apposito protocollo d’intesa, la Sovrintendenza di Sassari e Nuoro e l’Istituto Internazionale di studi “Giuseppe Garibaldi”.

Lo scorso 25 marzo l’Ente Parco ha organizzato una conferenza di servizi relativa alla zona “Fontanaccia” degli Orti di Garibaldi. All’incontro erano stati invitati tutti gli enti competenti in materia paesaggistica, tra cui: per il Comune di La Maddalena l’Area tutela e sviluppo; per la Provincia di Olbia-Tempio il Servizio tutela paesaggistica e il Servizio territoriale, demanio e patrocinio; per la Regione Sardegna il SAVI (Servizio della sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistemi informativi ambientali), l’Ente Foreste e il CFVA; la Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici delle Province di Sassari e Nuoro; Marigeminil  (Genio miliare e Marina militare); il Corpo Forestale dello Stato.
Presenti all’incontro Sovrintendenza, Marigeminil, Ente Foreste, CFVA e l’Ente Parco, oltre a Giuseppe Garibaldi, pronipote dell’Eroe e membro del Consiglio direttivo del Parco, in rappresentanza dell’Istituto di studi “G. Garibaldi”; gli assenti hanno comunque inviato un parere scritto.
Nel corso della conferenza di servizi è stata esposta la parte introduttiva del progetto “Garibaldi Agricoltore”, che di fatto costituisce la sezione preliminare di un programma più ampio; tali interventi si concentrano su una porzione degli Orti per ora limitata rispetto alla totalità del territorio dell’ex azienda agricola di Giuseppe Garibaldi. Scopo della convocazione dell’Ente Parco era l’acquisizione di pareri da parte degli enti competenti per l’apertura di un cantiere forestale finalizzato alla ripulitura e al ripristino dei sentieri storici – ormai abbandonati da anni – degli Orti di Garibaldi che incomincia a mettere in luce i manufatti esistenti, ossia gli annessi agricoli agli Orti di Garibaldi (“Lavatoio del grano”, “Magazzino”, “Casa delle api”, muretti a secco, etc.), oggi in rovina.

Gli interventi che per ora vengono realizzati dall’Ente Parco sono estremamente cauti: si tratta cioè di piccoli lavori che hanno lo scopo di valorizzare l’area e di dare un’idea di come un tempo essa si presentava. Ben lungi dal voler stravolgere l’attuale stato dei luoghi – è infatti inevitabile che nell’arco di quasi centotrenta anni dalla morte del Generale la natura abbia fatto il suo corso, “rinaturalizzando” gli Orti – la volontà del Parco è quella di trovare il delicato punto di equilibro per liberare dal degrado alcune zone dell’isola che custodiscono un enorme bagaglio di conoscenze sulla figura di Garibaldi e nello stesso tempo rappresentano un patrimonio culturale straordinario.
L’unica forma di restauro ambientale posta in essere è consistita nell’effettuazione di potature alla macchia presente al di sotto dell’uliveto storico, fino a pochi giorni fa invaso da rovi e altre specie che lo soffocavano completamente. Dopo l’intervento è possibile rendersi conto di come un tempo fosse organizzato il terreno dell’uliveto.

Palese la soddisfazione del Presidente del Parco Giuseppe Bonanno, che da sempre coltiva il sogno di dare un senso all’idea “Garibaldi Agricoltore”, occupandosi in prima persona della progettualità: «Si tratta dei primi lavori da quasi un secolo e mezzo, una novità storica per l’isola di Caprera: finalmente il Parco diviene protagonista di questo progetto compiendo il primo passo concreto per un intervento organico nell’area agricola del Compendio».
Nel corso dei lavori di recupero i tecnici dell’Ente Parco – tra essi anche la task force del progetto “Garibaldi Agricoltore” – hanno riscontrato conseguenze di interventi una tantum del passato azzardati e poco ortodossi, che hanno modificato i luoghi anziché ripristinarli: «L’intenzione del Parco – prosegue il Presidente Bonanno – è di procedere gradualmente alla riqualificazione dei tutta l’area degli Orti, per creare la premesse di quella che sarà una musealità diffusa per l’isola.
Nel quadro delle iniziative messe in campo dalla Struttura tecnica di missione per i festeggiamenti del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, il Parco si affianca umilmente ma con estremo orgoglioso nell’offrire l’opportunità di riscoprire la storia dei luoghi e dell’Eroe, che  contribuirà a caratterizzare ulteriormente Caprera insieme al futuro Museo nazionale e che crea un perfetto connubio tra storia e natura: un valore inestimabile per il Parco e per il territorio di La Maddalena, in perfetta sintonia con le idee di cui si parlava già all’inizio del XX secolo, quando con una Legge nazionale la Casa e i terreni agricoli di Garibaldi furono dichiarati monumento nazionale».

L’Ente Parco, nonostante le proprie limitate risorse, ha voluto avviare un percorso che sarà sicuramente molto lungo e che richiederà ulteriori finanziamenti e supporto: «Prima del nostro intervento il grado di abbandono era estremo: ad esempio, numerose piante erano soffocate da specie invasive. Una simile operazione avrebbe dovuto essere effettuata già molti anni fa – conclude Giuseppe Bonanno, – ma il Parco è comunque riuscito ad “accendere i riflettori” e ad innescare un processo che, è mia convinzione, potrà portare a recuperare la memoria del luogo. Pertanto, poiché il progetto “Garibaldi Agricoltore” è molto più grande ed ambizioso rispetto a ciò che l’Ente Parco potrà garantire con le risorse già investite per portare a compimento gli interventi programmati per i prossimi mesi, è auspicabile e necessario coinvolgere altre istituzioni disponibili a partecipare a questo grande “sogno”, ossia alla realizzazione dell’idea di “Isola Museo”, un progetto tra i più importanti che siano mai stati realizzati nell’Arcipelago, specialmente nell’anno in cui cade il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia».