Monthly Archives: febbraio 2011

Ma dove sono i Partiti?

Da qualche tempo mi accorgo che c’é un gran silenzio sulle questioni del futuro del nostro territorio. Assistiamo ogni giorno all’evolversi di situazioni di vitale importanza e al maturare di situazioni che coinvolgo il nostro futuro ma sulle quali non si assiste, in parallelo, alla definizione di un dibattito sul “come, quando, perché e per chi” che dovrebbero contraddistinguere la vita pubblico-amministrativa animata da sistema politico locale e nazionale.
Temi come sviluppo, lavoro e ambiente rimangono, perció, orfani di un dibattito e che più spesso vengono sviliti a contrapposizione “calcistica” nei vicoli di paese, senza trovare sostegno nell’azione approfonditrice che il dibattito politico darebbe svolgere.
Abbiamo, invece, la sensazione che tutto stia cambiando intorno a noi mentre il dibattito pubblico sia bloccato a commentare una istantanea. Lo sbandamento a cui assistiamo in relazione all’indicazione di quali modelli di sviluppo, quali “ricette” per il rilancio, debbano essere adottati sono gestite quasi come argomenti da bar.
Le questioni del Paese reale, i problemi della quotidianità e della proiezione al futuro, sono annichilite dal pressappochismo e qualunquismo che, vero movimento bipartisan, attraversa tutto il sistema politico italiano.
Ma i Partiti dove sono?
Non esiste una contrapposizione politica sugli argomenti che dovrebbero trovare nella politica il luogo ideale per far maturare le idee e le soluzioni.
I partiti, da qualche tempo a questa parte, sono evanescenti, impegnati piú a parlare della “questione morale altrui” ed incapaci di misurarsi sulle questioni reali.
A livello locale, poi, questo risulta esser acor più drammaticamente vero: Cosa ne pensano i partiti della questione trasporti, cosa dello sviluppo sostenibile, dell’uso del territorio, cosa ne pensano della necessità di trovare soluzioni per la promozione del territorio dopo le notizie sui rincari dei trasporti da e per il “continente”, cosa sulle questioni di politiche di Sistema per la Gallura, cosa sulle politiche turistiche… non è dato saperlo.
Chiedetelo a qualcuno al bar, saprà forse esprime una posizione più di quanto non facciano i Partiti.

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Bike sharing – vinto il bando del Ministero dell’Ambiente

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena risulta essere vincitore del bando del Ministero dell’Ambiente sulla mobilità sostenibile su oltre 300 progetti da tutta Italia.
Il progetto, elaborato in collaborazione con la società BPsec di Milano (società che si è occupata della compensazione degli impatti del Team Mascalzone Latino in occasione della Louis Vuitton trophy dell’anno scorso), vede una collaborazione tra Parco e Comune di La Maddalena, ed è tra i beneficiari del più alto finanziamento erogato. Il progetto prevede l’implementazione dell’impianto fotovoltaico già istallato dall’Ente a Caprera (con 20Kw aggiuntivi) e la realizzazione di un sistema di mobilità sostenibile che collegherà il centro storico di La Maddalena e Caprera con sistema di biciclette a pedalata assistita. L’importo totale del progetto è di circa 500.000 € di cui 392.000 erogati dal Ministero.

Intervista su LaMaddalenaTV

Potete vedere sulla Web TV isolana “La Maddalena TV” l’intervista rilasciata pochi giorni fa su alcuni importanti argomenti che interessano il futuro del nostro Arcipelago: http://www.lamaddalenatv.it/2011/02/07/il-progetto-arbuticci-e-contro-la-normativa-vigente-esclusiva-con-il-presidente-del-parco-giuseppe-bonanno/

Petroliere nelle Bocche, dati di transito nella media e nessuna pratica illegale

Comunicato stampa del 09.02.2011 – L’emergenza ambientale causata dalla fuoriuscita di materiale inquinante dallo stabilimento E.On di Fiume Santo e le notizie divulgate a mezzo stampa sul transito delle petroliere e su presunte pratiche illecite nelle Bocche di Bonifacio – seppur del tutto prive di fondamento – riportano l’attenzione su uno dei temi strategici intorno al quale il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha voluto investire risorse e tempo nel corso degli ultimi anni: il Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio (PMIBB).

Le attività, oggi valorizzate anche da un progetto finanziato con fondi comunitari e denominato proprio PMIBB, vedranno, presumibilmente già nel corso del 2011, la nascita di un Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) tra il Parco di La Maddalena e l’ente gestore della Riserva naturale corsa delle Bocche di Bonifacio.

Il danno ambientale causato dalla fuoriuscita di olio combustibile che ha colpito tutta la costa settentrionale della Sardegna e che ha fortunatamente risparmiato le coste dell’Arcipelago deve trasformarsi in un’occasione di riflessione e di programmazione. Innanzitutto le informazioni apparse nel corso delle ultime settimane in merito al traffico di petroliere nel tratto di mare compreso tra le Bocche di Bonifacio vanno riportate ai dati ufficiali elaborati per conto del Ministero dell’Ambiente, e in collaborazione con la Capitaneria di Porto, dal Consiglio nazionale ricerche (CNR).
Una chiara informazione sui volumi di traffico all’interno delle Bocche appare necessaria in ragione delle notizie di stampa di questi ultimi giorni che riferiscono di decine di petroliere che quotidianamente, approfittando della condizione creatasi con la fuoriuscita di olio combustibile, rilascerebbero in mare i residui di lavaggio delle tanche. La notizia riportata sulla stampa e relativa sia ad un simile numero di petroliere sia alle pratiche illecite delle petroliere è assolutamente infondata.

Infatti, secondo i dati del CNR, il numero di petroliere che nel periodo 2000-2009 ha attraversato il canale tra Corsica e Sardegna è pari 228 unità, mentre 1151 sono le chimichiere, 491 le gasiere, 782 le navi cisterna, per una media annuale complessiva delle navi da trasporto – ad inclusione delle navi passeggeri – non superiore alle 3450 unità.
Tali dati sono stati confermati anche dai numeri indicati nel bilancio di fine anno della Capitaneria di Porto di La Maddalena, e relativi al 2010. Grazie alle attività di controllo, monitoraggio e ausilio alla navigazione per il traffico navale nelle Bocche di Bonifacio, attraverso l’innovativa strumentazione presente a La Maddalena nella postazione della Capitaneria di Guardia Vecchia, nel corso del 2010 è stato rilevato il transito di 3434 unità maggiori, così suddivise per tipologia: navi passeggeri 1910, navi da carico 1524 di cui 104 con carico pericoloso (petroliere, gasiere e chimichiere).
Peraltro proprio la Capitaneria di Porto di La Maddalena, contattata dall’Ente Parco in merito a eventuali violazioni delle norme negli ultimi giorni e nel mese di gennaio, ha smentito categoricamente sia che siano state poste in essere pratiche illecite di scarico a mare delle tanche, sia i dati di transito di navi pericolose nelle Bocche, che attualmente non si discostano da quelli del 2010. Peraltro neppure la postazione addetta al controllo presente sul lato corso delle Bocche di Bonifacio ha rilevato alcun comportamento contrario alle norme.

Tuttavia, proprio nell’ottica del danno ambientale provocato dall’incidente di Fiume Santo e dai rischi derivanti comunque dal traffico di navi che trasportano merci pericolose all’interno del canale delle Bocche – ovviamente non battenti bandiera italiana e francese, giacché i due Stati già proibiscono il transito ai mezzi appartenenti alla propria nazione – è possibile valutare l’importanza dell’investimento e degli sforzi dell’Ente Parco per la realizzazione del Gruppo Europeo di cooperazione territoriale (GECT), che proprio per valorizzare il ruolo del Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio sarà denominato PMIB: un acronimo comune italo-francese identifica infatti l’area protetta transfrontaliera che attualmente esiste solo nelle intenzioni degli enti gestori delle due riserve già esistenti. Con l’istituzione del GECT il Parco di La Maddalena, che opera ormai da anni in questa direzione insieme all’Office de l’Environnement de la Corse (Ufficio per l’Ambiente della Corsica), raggiungerà un ulteriore importante risultato operativo, primo passo fondamentale per la tutela delle Bocche.

«La gravità del danno ambientale provocata dalla fuoriuscita di materiale inquinante dallo stabilimento E.On obbliga tutte le istituzioni coinvolte ad una riflessione precisa in merito al Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio e al percorso che il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha avviato con l’Office de l’Environnement de la Corse – spiega il Presidente Giuseppe Bonanno. – Proporre un modello di gestione congiunta attraverso lo strumento comunitario del Gruppo europeo di cooperazione territoriale è, al momento, la prima ed unica strategia che è possibile mettere in campo per tutelare un così ampio tratto di mare dalle significative valenze ambientali, poiché consentirà di aumentare le attuali capacità di monitoraggio e controllo, oltre che di sviluppare progetti innovativi di salvaguardia.»
Il progetto PMIBB è finanziato con fondi comunitari nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Francia “Marittimo” 2007-2013.

Forte Arbuticci, la posizione dell’Ente Parco confermata dai documenti urbanistici comunali

Comunicato stampa del 03.02.2011 – A seguito delle dichiarazioni pubblicate a mezzo stampa, l’Ente Parco avverte la necessità di chiarire alcuni aspetti relativi alla propria posizione sulla progettazione relativa al Forte Arbuticci presentata nel corso della conferenza di servizi tenutasi lo scorso martedì nel salone consiliare comunale.

Pur condividendo pienamente e ribadendo nuovamente i positivi giudizi espressi sul valore culturale connesso alla volontà di ristrutturare il Forte, l’Ente Parco ritiene che il progetto così formulato non sia compatibile non solo con i vincoli comunitari sull’area o con la zonizzazione del Parco – voluta proprio dalle stesse amministrazioni comunali che avevano sviluppato il progetto originario su Arbuticci – ma neppure con gli strumenti urbanistici comunali: innanzitutto perché l’area di Caprera è definita come H e attorno al Forte Arbuticci esiste una fascia di rispetto assoluto di cento metri, ma anche perché all’interno del Piano urbanistico comunale sono presenti altre prescrizioni che sembrerebbero escludere l’ammissibilità del progetto così com’è stato presentato.
Con questo progetto si rischia di far venir meno l’identità architettonica della struttura, poiché il progetto di restauro presentato non è in realtà rivolto essenzialmente alla conservazione dei caratteri fondamentali dell’opera, ma addirittura prevede un aumento di volumetria che contrasta con la definizione di “Restauro conservativo” descritta tra le Norme tecniche di attuazione del Piano urbanistico comunale.

«Tengo a ribadire – precisa il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno – il fatto che le considerazioni avanzate dall’Ente Parco nel corso della conferenza di servizi nascono non da valutazioni di carattere personale o tipo estetico sulla bontà del progetto, ma esclusivamente da aspetti connessi alla sua realizzazione a norma di legge. L’Ente Parco ritiene comunque – spiega il Presidente del Parco Giuseppe Bonanno – che vi siano margini di discussione sull’idea di ristrutturazione del Forte, la quale avrebbe dovuto basarsi sulle idee che le amministrazioni comunali del passato hanno portato avanti per anni, oltre che sui contenuti degli incontri propedeutici al progetto stesso, che prevedevano esclusivamente il completamento del restauro del Forte. Su questa base è certamente possibile discutere dei miglioramenti, purché non ci si discosti dalla filosofia del luogo.
Per quanto riguarda la strada tra il Forte e Cala Garibaldi, l’Ente rileva che, a prescindere dal divieto generale di utilizzo di bitume contenuto nel Piano paesaggistico regionale, essa è funzionale al Piano antincendio dell’Isola di Caprera, aggiornato l’anno scorso e realizzato proprio grazie alla disponibilità della Protezione civile e ai finanziamenti messi a disposizione dalla Presidenza del Consiglio.»

«I vincoli legati alla presenza di un Sito di interesse comunitario non sono certo imposti da “questo Parco” e non sono comunque contrastanti con le possibilità di sviluppo della città – continua il Presidente del Parco Bonanno – . Inoltre il valore paesaggistico e naturalistico di Caprera è così elevato che qualsiasi amministrazione dovrebbe valutare con attenzione progetti che presentano aumenti di volumetria incompatibili con le vigenti norme locali, nazionali e sovranazionali.
Strano che si chieda di partecipare alle celebrazioni per il Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia senza tenere in considerazione proprio le Leggi dello Stato e le regole che i vari enti hanno scelto per il proprio territorio.
Tali norme dovrebbero essere seguite dalle amministrazioni che le hanno scelte; è ovvio che se però si fa finta di non conoscerle esse possono anche essere disattese.
Io però non posso assumermi la responsabilità di avallare una progettazione per tali celebrazioni andando palesemente in contrasto col contesto giuridico vigente e la legalità. Mi auguro che venga presentato a breve un nuovo progetto, magari tenendo conto del fatto che sul territorio di La Maddalena esistono molti cimeli dell’era “post G8” che potrebbero essere rivitalizzati e riqualificati proprio in funzione del Centocinquantesimo; senza trascurare il fatto che con le stesse somme disponibili potrebbero essere realizzati molti più interventi capillari sull’isola di Caprera e certamente più utili alla collettività, semplicemente recuperando i volumi esistenti.»

Forte Arbuticci, il vero Museo è Caprera

Comunicato stampa del 02.02.2011 – L’Ente Parco ha espresso parere negativo in merito al progetto previsto sul Forte Arbuticci nell’Isola di Caprera. La presentazione del progetto da parte della Struttura di missione desta numerose perplessità in relazione alle specifiche leggi istitutive dell’Ente Parco, ma soprattutto all’attuale contesto delle norme comunitarie in ambito urbanistico e paesaggistico all’interno di un’area di importanza comunitaria (SIC), nonché zona a protezione speciale (ZPS).

Le motivazioni della posizione dell’Ente Parco sono state illustrate a livello tecnico dal Presidente del Parco Bonanno nel corso della conferenza di servizi, dopo la presentazione del progetto dell’Unità di missione e dell’architetto Pellegrini. L’incontro era stato convocato proprio per verificare le posizioni delle amministrazioni competenti relativamente all’intervento previsto, che rientra all’interno delle celebrazioni del Centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, ed eventualmente apportare modifiche alo progetto stesso.
In riferimento alla normativa che ha istituito il Parco (DPR del 17 maggio 1996) e il quadro di riferimento europeo (il Parco è quasi interamente un’area SIC/ZPS con un Piano di gestione approvato dalla Regione Sardegna) il progetto non può essere avallato; esso inoltre si discosta dal concetto originario sulla base del quale era stato voluto. In principio si parlava infatti di una “rifunzionalizzazione” del Forte Arbuticci per la quale l’Ente Parco si è sempre dichiarato d’accordo: un tipo di progetto che, come ha ricordato anche Giuseppe Garibaldi – membro del Consiglio direttivo del Parco e Presidente dell’Istituto internazionale di studi “G. Garibaldi” – era stato ideato ed avallato dall’amministrazione comunale di quasi vent’anni fa.
Proprio per tale ragione la zonizzazione e i vincoli sull’area, previsti dal DPR del 1996 – che la classifica come TB –  rispecchiano il volere delle passate amministrazioni di scongiurare il rischio di nuove costruzioni.

Quali sono secondo il Presidente del Parco le prospettive per il progetto e per il Forte Arbuticci? «Il progetto dovrebbe essere riportato alle previsioni originarie, fatte al tempo in cui si era iniziato a parlare del progetto di “Garibaldi nel mondo”, e che prevedevano esclusivamente l’utilizzo dei volumi esistenti. E soprattutto occorrerebbe puntare su una maggiore valorizzazione della fortezza per quello che è il suo valore storico.
Per quanto concerne la viabilità di collegamento, siamo fortemente contrari, per due ordini di motivi, all’idea presentata, seppure non oggetto di valutazione poiché presentata tra le “Varie ed eventuali” all’ordine del giorno. Innanzitutto – spiega Bonanno – per una questione di sicurezza antincendo: infatti la via che collega il Forte Arbuticci a Cala Garibaldi, già risistemata l’anno scorso dopo un intervento dello Stato di circa centomila euro, dovrebbe rimanere libera, poiché qualora dovesse scoppiare un incendio, essa rappresenterebbe un’importante via di fuga. Inoltre quello presentato oggi – continua il Presidente – è un progetto di riqualificazione con bitume, il cui utilizzo è vietato dal Piano paesaggistico regionale: a questo si lega anche la seconda motivazione, che riveste soprattutto un carattere storico e paesaggistico, poiché la strada finirebbe per dividere esattamente a metà gli Orti di Garibaldi.
Proprio questi ultimi rappresentano, all’interno della visione generale dei progetti dell’Ente Parco per i prossimi anni, un momento saliente di Caprera vissuta come monumento storico-naturale complessivo. Su quella strada possono e debbono essere fatte migliorie attraverso interventi di ingegneria naturalistica, che ne conservino la fruizione ai numerosi maddalenini che da qualche tempo a questa parte, grazie alla riqualificazione di circa un anno fa, la frequentano a piedi e in bicicletta».